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Un elefante in miniatura sbarcato sulle coste durante la glaciazione

Un elefante in miniatura sbarcato sulle coste durante la glaciazione

Le isole, considerate da sempre laboratori dell’evoluzione, hanno ospitato nel lontano passato e annoverano anche oggi specie endemiche di animali tra i più singolari e strani fra quelli noti in...

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Le isole, considerate da sempre laboratori dell’evoluzione, hanno ospitato nel lontano passato e annoverano anche oggi specie endemiche di animali tra i più singolari e strani fra quelli noti in natura. Un fascino particolare suscitano i mammiferi “miniaturizzati”, caratterizzati da dimensioni ridotte rispetto a quelle della specie continentale di provenienza. Dei veri e propri “giganti in miniatura”, sono stati gli elefanti che, nel corso del Quaternario (tra circa 800 mila e 3500 anni fa) hanno abitato varie isole del Mediterraneo, raggiunte casualmente dai loro antenati a nuoto grazie alla notevole galleggiabilità e abilità natatoria, utilizzando la proboscide come un boccaglio. «La maggior parte degli elefanti endemici insulari deriva dai cosiddetti “elefanti a zanne dritte” (Palaeoloxodon antiquus), mentre le specie miniaturizzate del genere Mammuthus sono presenti nelle Channel Islands (in California) e nel Mediterraneo nell’isola di Creta (Mammuthus creticus, alto circa un metro al garrese, con un peso di circa 180 kg) e in Sardegna (Mammuthus lamarmorai)», spiega l’esperta paleontologa romana Maria Rita Palombo, secondo cui «i grandi pachidermi presumibilmente raggiunsero terre emerse come la Sardegna durante una fase glaciale, quando l’abbassamento del livello marino determinò una riduzione della distanza tra le coste insulari e continentali».

Infatti, resti di elefanti di ridotte dimensioni sono stati rinvenuti in Sicilia, Malta, Creta, le isole Cicladi, del Dodecaneso e a Cipro. E' anche possibile che, nel corso dell'adattamento insulare di migliaia di anni, si siano create delle sottospecie diverse da isola a isola. Ma per sostenere ogni ipotesi, occorre potenziare il lavoro di ricerca sul campo, come fece Forsyth Major fino a un secolo fa in Sardegna, che raccolse centinaia di fossili di età quaternaria, provenienti da siti fossiliferi ormai scomparsi.

Nel solo museo di Basilea, che conserva un patrimonio unico per quel che riguarda la paleontologia sarda, oltre ai resti del mammut ci sono quelli di canidi (in particolare Cynotherium), piccoli mammiferi (tra cui criceti, ratti, talpe e il diffusissimo Prolagus), mustelidi, piccoli suini, antilopi, cervi e scimmie, denotando una spiccata varietà faunistica degna di approfondimenti. (s.r.)

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