“Figlia mia”, dopo Berlino un tour nell’isola
di Fabio Canessa
Stasera a Cagliari e domani a Sassari ed Oristano proiezione del film di Laura Bispuri interamente girato ad Alghero
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SASSARI. “Figlia mia” torna a casa. Dopo la presentazione alla Berlinale è il momento di un tour promozionale nell’isola. Il film, girato in Sardegna, è già nelle sale da un po’ di giorni ma le proiezioni di oggi e domani a Cagliari, Sassari e Oristano saranno speciali perché la regista Laura Bispuri e gli interpreti sardi Sara Casu e Michele Carboni incontreranno il pubblico per introdurre la visione.
Il primo appuntamento è al cinema Odissea a Cagliari (due spettacoli, alle 19.15 e alle 21.30) e sarà presente anche Alba Rohrwacher, impossibilitata a trattenersi sabato per completare il minitour che farà tappa al Citiplex Moderno a Sassari (alle 15.30) e all’Ariston di Oristano (alle 18.30). Una bella occasione per vedere la storia con protagonista una bambina divisa tra due madri: quella che l’ha cresciuta con amore e devozione per dieci anni (il volto è quello di Valeria Golino) e la madre naturale che per caso e per istinto torna a reclamarla (interpretata da Alba Rohrwacher). La bambina è la giovanissima algherese Sara Casu che con la sua interpretazione ha prima conquistato Laura Bispuri e le due grandi attrici impegnate al suo fianco e poi incantato la stampa internazionale che ha visto e apprezzato il film a Berlino. Altra presenza sarda importante nel lungometraggio è quella di Michele Carboni, di Sedilo, che aveva debuttato al cinema con “Ballo a tre passi” di Mereu.
Dei loro ruoli parleranno con il pubblico in queste proiezioni speciali, un tour organizzato con il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission, affiancati da Laura Bispuri alla sua opera seconda con “Figlia mia.” Il suo esordio in un lungometraggio con “Vergine giurata”, in concorso nel 2015 sempre al festival di Berlino: la storia di Hana che per fuggire al destino di moglie e serva imposto alle donne nelle montagne albanesi si appella alla legge arcaica del Kanun, giura verginità e diventa uomo. Un viaggio in Italia la spingerà a ritrovare la sua parte femminile. Protagonista Alba Rohrwacher, scelta nuovamente da Laura Bispuri per interpretare Angelica in “Figlia mia” a testimoniare il legame profondo con l’attrice instaurato con l’esperienza sul set di quel film girato tra l’Albania e Bolzano. Non l’unico collegamento con il suo precedente lavoro, prodotto sempre da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa (Vivo film) e Maurizio Totti e Alessandro Usai (Colorado film). Tanti anche gli stessi collaboratori: dalla sceneggiatrice Francesca Manieri al direttore della fotografia Vladan Radovic, dalla montatrice Carlotta Cristiani alla scenografa Ilaria Sadun, dal compositore Nando Di Cosimo alla responsabile del casting Francesca Borromeo. Una squadra che con “Vergine giurata” si era tolta qualche bella soddisfazione.
Un film apprezzato dalla critica che dopo l’anteprima alla Berlinale aveva viaggiato a lungo per altri festival, ottenendo importanti riconoscimenti internazionali – tra i quali il Nora Ephron Prize del Tribeca Film Festival di New York, il Firebird Award dell’Hong Kong Film Festival, il Golden Gate New Directors Prize al San Francisco Film Festival – e vincendo in Italia il Globo d’Oro come miglior opera prima.
Lungometraggio d’esordio per Laura Bispuri che dopo la laurea in cinema all’università La Sapienza a Roma era stata selezionata per la scuola di regia e produzione Fandango Lab workshop. Prima di “Vergine giurata” ha diretto alcuni cortometraggi: “Passing Time”, vincitore del David di Donatello e selezionato tra gli otto corti più belli del 2010 dall’Académie des César di Parigi, e “Biondina” per il quale la regista è stata premiata con il Nastro d’Argento come talento emergente dell’anno nel 2011.
Il primo appuntamento è al cinema Odissea a Cagliari (due spettacoli, alle 19.15 e alle 21.30) e sarà presente anche Alba Rohrwacher, impossibilitata a trattenersi sabato per completare il minitour che farà tappa al Citiplex Moderno a Sassari (alle 15.30) e all’Ariston di Oristano (alle 18.30). Una bella occasione per vedere la storia con protagonista una bambina divisa tra due madri: quella che l’ha cresciuta con amore e devozione per dieci anni (il volto è quello di Valeria Golino) e la madre naturale che per caso e per istinto torna a reclamarla (interpretata da Alba Rohrwacher). La bambina è la giovanissima algherese Sara Casu che con la sua interpretazione ha prima conquistato Laura Bispuri e le due grandi attrici impegnate al suo fianco e poi incantato la stampa internazionale che ha visto e apprezzato il film a Berlino. Altra presenza sarda importante nel lungometraggio è quella di Michele Carboni, di Sedilo, che aveva debuttato al cinema con “Ballo a tre passi” di Mereu.
Dei loro ruoli parleranno con il pubblico in queste proiezioni speciali, un tour organizzato con il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission, affiancati da Laura Bispuri alla sua opera seconda con “Figlia mia.” Il suo esordio in un lungometraggio con “Vergine giurata”, in concorso nel 2015 sempre al festival di Berlino: la storia di Hana che per fuggire al destino di moglie e serva imposto alle donne nelle montagne albanesi si appella alla legge arcaica del Kanun, giura verginità e diventa uomo. Un viaggio in Italia la spingerà a ritrovare la sua parte femminile. Protagonista Alba Rohrwacher, scelta nuovamente da Laura Bispuri per interpretare Angelica in “Figlia mia” a testimoniare il legame profondo con l’attrice instaurato con l’esperienza sul set di quel film girato tra l’Albania e Bolzano. Non l’unico collegamento con il suo precedente lavoro, prodotto sempre da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa (Vivo film) e Maurizio Totti e Alessandro Usai (Colorado film). Tanti anche gli stessi collaboratori: dalla sceneggiatrice Francesca Manieri al direttore della fotografia Vladan Radovic, dalla montatrice Carlotta Cristiani alla scenografa Ilaria Sadun, dal compositore Nando Di Cosimo alla responsabile del casting Francesca Borromeo. Una squadra che con “Vergine giurata” si era tolta qualche bella soddisfazione.
Un film apprezzato dalla critica che dopo l’anteprima alla Berlinale aveva viaggiato a lungo per altri festival, ottenendo importanti riconoscimenti internazionali – tra i quali il Nora Ephron Prize del Tribeca Film Festival di New York, il Firebird Award dell’Hong Kong Film Festival, il Golden Gate New Directors Prize al San Francisco Film Festival – e vincendo in Italia il Globo d’Oro come miglior opera prima.
Lungometraggio d’esordio per Laura Bispuri che dopo la laurea in cinema all’università La Sapienza a Roma era stata selezionata per la scuola di regia e produzione Fandango Lab workshop. Prima di “Vergine giurata” ha diretto alcuni cortometraggi: “Passing Time”, vincitore del David di Donatello e selezionato tra gli otto corti più belli del 2010 dall’Académie des César di Parigi, e “Biondina” per il quale la regista è stata premiata con il Nastro d’Argento come talento emergente dell’anno nel 2011.
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