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il ricordo del presidente della triennale di milano 

L’architetto Stefano Boeri: «Addio a un esploratore inquieto della cultura»

L’architetto Stefano Boeri: «Addio a un esploratore inquieto della cultura»

MILANO. Gillo Dorfles è stato un «esploratore inquieto»: Stefano Boeri, l’archistar che ha progettato il Bosco verticale, ora presidente della Triennale di Milano, trova che sia questa la migliore...

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MILANO. Gillo Dorfles è stato un «esploratore inquieto»: Stefano Boeri, l’archistar che ha progettato il Bosco verticale, ora presidente della Triennale di Milano, trova che sia questa la migliore definizione di Gillo Dorfles, l’artista, scrittore, critico, pianista, morto ieri mattina a 107 anni a Milano.

«Parliamo del protagonista di un intero secolo – ha spiegato ai giornalisti l’architetto – che ha traguardato con una prospettiva originale la storia delle arti visive e plastiche con curiosità e capacità». Lo scorso giugno, durante la Milano Arch Week, «con il sindaco Giuseppe Sala avevano organizzato un incontro nella sala d’onore della Triennale», l’occasione per festeggiare Dorfles e parlare del suo ultimo volume “Paesaggi e personaggi”. «E lui – ha ricordato Boeri – aveva voluto un pianoforte e lo aveva suonato. È stato un momento bellissimo: quello era Gillo, era inafferrabile, non riuscivi a codificarlo. È sfuggito anche al codice dell’immortalità».

All’immortalità si era comunque avvicinato. Nel 2005, a 95 anni, Dorfles accettò di fare il “corrispondente” di Domus al salone del Mobile. «Mi chiese di avere due ragazzi che andarono in giro con le telecamerine – ha spiegato l’architetto, che allora era direttore della rivista – e alla fine li aveva stremati. Aveva girato la fiera e il fuori salone dando giudizi spiazzanti. Nella sua visione le arti erano un mondo poliedrico, ma unitario, che includeva anche design e architettura».

In vista del suo compleanno numero 108, per inizio aprile la Triennale – che con lui ha sempre avuto un rapporto privilegiato – aveva già in programma un incontro sul suo nuovo libro “La mia America” (edizioni Skira), con le sue «riflessioni sull’arte americana». «Non faremo subito qualcosa per ricordarlo perché lui era distante migliaia di miglia dalle celebrazioni. Però – ha spiegato Boeri – l’incontro sul libro era già previsto e diventerà a questo punto qualcosa di più importante». «Perdere lui – ha concluso – è perdere uno dei riferimenti, una certezza nel mondo dell’arte. Se dovessi spiegare chi è stato Gillo a un ragazzo, direi che è stato una sorta di esploratore inquieto della cultura, soprattutto dell’arte, del ’900 e anche del decennio successivo».

Il funerale si svolgerà lunedì a Lajatico (Pisa), qui Dorfles passava l’estate e nel 2011 fu nominato assessore onorario alla Cultura. Sempre lunedì alle 10 in piazzale Lavater a Milano dove viveva si terrà un momento di ringraziamento.

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