La Nuova Sardegna

Mina, un’aliena del pop che diverte e stupisce in duo con Paolo Conte

di Federico Pucci

Esce oggi il nuovo album, con brani di Mingardi e Ragagnin Con il cantautore di Asti storia d’amore tutta in napoletano

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LUGANO. Un’aliena che arriva dalla galassia Maeba e cala sulla Terra con la sua collezione variopinta, audace, divertita di canzoni. Così appare Mina nel suo nuovo disco, “Maeba”, in uscita oggi a quattro anni dal precedente “Selfie”. La scaletta è «coraggiosa e da pazza», come dice il figlio e produttore Massimiliano Pani mentre accoglie la stampa negli studi Pdu di Lugano dove la gran parte del disco è stata registrata, a partire dal primo singolo “Volevo scriverti da tanto”. Tra un raro pianoforte custom Steinway di Arturo Benedetti Michelangeli e un organo Hammond d’epoca, Pani presenta la nuova collezione di brani, ricca di giovani firme, di azzardi stilistici e di alcune solide certezze: su tutte, la voce di Mina, elastica e curiosa.

Oltre gli esordienti nel disco non mancano firme eccellenti, addirittura postume come nel caso di Paolo Limiti e Giorgio Calabrese che hanno scritto le parole rispettivamente per la stralunata “Il mio amore disperato” e per la languida “Al di là del fiume”.

Tra i momenti più memorabili di “Maeba” spicca la canzone scritta da Paolo Conte, che duetta in napoletano con Mina su “A minestrina”: «Una storia d’amore davanti a una minestrina che cuoce: in un mondo dove i settantenni vogliono sembrare trentenni è una bella presa in giro», commenta Pani. Sopra un intreccio semplice e geniale di chitarra e contrabbasso il canto a piena voce di Mina si fronteggia con il timbro ruvido del cantautore. Ma il gioco di voce dell’aliena Mina continua anche senza controcanti, come se l’età non pesasse, proprio all’alba del suo 78esimo compleanno. Mina affronta senza sforzo le acrobazie e i salti d’ottava de “Il tuo arredamento”, canzone dalle reminiscenze prog rock e testo surreale che diventerà anche videoclip, in arrivo lunedì 26.

E il finale del disco alza ulteriormente la posta: da una parte con il divertissement soul di ottoni in “Ci vuole un po’ di R’N’R’, firmata da Mingardi; dall’altra con la chiusa lisergica “Un soffio”, scritta da Davide Dileo con le liriche del paroliere dei Subsonica Luca Ragagnin, traccia eterea, destrutturata e sospesa sopra un esile beat.

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