Lo chef Carbonella, cucina anche per i vegetariani
ALGHERO. «La stella? Non mi interessa. Quello che mi sta a cuore è offrire una cucina di qualità a un buon prezzo». Benito Carbonella, 76 anni, è orgoglioso della segnalazione ricevuta anche quest’ann...
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ALGHERO. «La stella? Non mi interessa. Quello che mi sta a cuore è offrire una cucina di qualità a un buon prezzo». Benito Carbonella, 76 anni, è orgoglioso della segnalazione ricevuta anche quest’anno dagli ispettori della guida Michelin, un mito per i ristoratori. «È un riconoscimento importante, ma non ambisco alla stella anche perché sarei costretto ad aumentare i prezzi e non è quello che desidero per i miei clienti». Il suo ristorante, il mitico Tuguri, in via Maiorca, a pochi passi dai bastioni, è un punto di riferimento della ristorazione sarda: per l’originalità delle proposte, la qualità degli ingredienti e la cura del cliente.
Carbonella, nuorese di nascita, dopo anni di lavoro all’estero, 42 anni fa decide di rientrare in Sardegna. E sceglie Alghero. «Una meraviglia di città, con una ricca e antica tradizione culinaria. I piatti della cucina algherese che amo di più? Lo sformato di cipolle e uova e, ovviamente, l’aragosta all’algherese, senza cipolle». Con lui lavoravano anche i suoi due figli maschi: «Uno in cucina, l’altro in sala». Ma Carbonella non ne vuole sentire di pensione: «Non scherziamo. Mi auguro di fare questo lavoro ancora per molti anni, è la mia passione». Tre i menu proposti dal Tuiguri: quello barbaricino a base di carne, quello di pesce e, infine, il vegetariano. «È un menu sempre più richiesto, soprattutto dai celiaci». (g.z.)
Carbonella, nuorese di nascita, dopo anni di lavoro all’estero, 42 anni fa decide di rientrare in Sardegna. E sceglie Alghero. «Una meraviglia di città, con una ricca e antica tradizione culinaria. I piatti della cucina algherese che amo di più? Lo sformato di cipolle e uova e, ovviamente, l’aragosta all’algherese, senza cipolle». Con lui lavoravano anche i suoi due figli maschi: «Uno in cucina, l’altro in sala». Ma Carbonella non ne vuole sentire di pensione: «Non scherziamo. Mi auguro di fare questo lavoro ancora per molti anni, è la mia passione». Tre i menu proposti dal Tuiguri: quello barbaricino a base di carne, quello di pesce e, infine, il vegetariano. «È un menu sempre più richiesto, soprattutto dai celiaci». (g.z.)
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