Lo sguardo di Gavino Ledda sulla Sardegna
di Marco Vitali
A Cagliari un ciclo di proiezioni dedicato all’autore di “Padre padrone”, con una mostra fotografica di Umberto Montiroli
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CAGLIARI. La Società Umanitaria - Cineteca Sarda, grazie al sostegno e alla collaborazione di Rai Sardegna e, della Fondazione Sardegna Film Commission, ha organizzato una serie di appuntamenti (tutti ad ingresso gratuito) dedicati al quarantesimo anniversario della trasposizione cinematografica del romanzo di Gavino Ledda “Padre padrone”, realizzata dai fratelli Taviani e premiata con la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1977.
Il percorso proposto prevede tre serate di proiezione e l’allestimento, nella Mediateca del Mediterraneo della mostra fotografica “Lo sguardo oltre”, dedicata agli scatti di Umberto Montiroli, fotografo di scena sul set dei fratelli Taviani, che raccontano il dietro le quinte di “Padre padrone”.
Si comincia giovedì 29 marzo alla Cineteca Sarda alle19 con la proiezione di “Promemoria per un film” di Pasquale Satalia e Giampiero Cubeddu (1983), alla quale seguirà, quella del film dei Taviani Introdurrà il critico cinematografico Gianni Olla. Mercoledì 4 aprile invece, al Cinema Odissea alle 21.30 sarà proiettato “Dalla quercia alla palma: i 40 anni di Padre padrone” di Sergio Naitza (2017). L’incontro con Naitza dopo la proiezione sarà introdotto da Giovanni Maria Dettori. Infine, venerdì 6 aprile 2018 alla Cineteca Sarda alle 20 sarà proiettato il film “Ybris” di Gavino Ledda (1984). Lo stesso Ledda dialogherà con il pubblico dopo laproiezione.
Nella mostra di Montiroli lo sguardo è puntato sul set, sulla scena che si sta girando. Ma non è l’occhio del regista: c’è un altro sguardo – altrettanto creativo – che racconta la stessa inquadratura attraverso un diverso punto di vista. Il fotografo di scena è un silenzioso testimone, il primo interprete di un film che sta nascendo sul momento. E così nel suo guardare discreto e riservato, spesso, emergono storie, emozioni, dettagli nascosti dietro il film, dietro i volti della troupe.
Umberto Montiroli è uno dei maestri della vecchia guardia, ha lavorato con grandi registi, soprattutto è stato ed è il fotografo di scena di tutti i film di Paolo e Vittorio Taviani, a partire da Padre padrone.
Osservando le foto di quel set del lontano 1977 il film si arricchisce di altri significati, al di là della documentazione, della memoria: si rivive l’atmosfera delle riprese negli sguardi innocenti e spontanei dei bambini nell’aula scolastica, si indovinano i sentimenti di spaesamento e paura nel volto di Gavino piccolo isolato nell’ovile, risaltano i simbolici gesti di imposizione e ribellione tra padre padrone e figlio, si ritrova l’asprezza di una Sardegna di terra e di pietra. E soprattutto “parlano” i fuori scena con i fratelli Taviani al lavoro, la posizione della macchina da presa, la possibilità di capire in quali angoli il film diretto dai fratelli Taviani è stato girato. Nelle foto di Montiroli, nella sua regia fotografica, si ritrova l’anima segreta di “Padre padrone”.
Il percorso proposto prevede tre serate di proiezione e l’allestimento, nella Mediateca del Mediterraneo della mostra fotografica “Lo sguardo oltre”, dedicata agli scatti di Umberto Montiroli, fotografo di scena sul set dei fratelli Taviani, che raccontano il dietro le quinte di “Padre padrone”.
Si comincia giovedì 29 marzo alla Cineteca Sarda alle19 con la proiezione di “Promemoria per un film” di Pasquale Satalia e Giampiero Cubeddu (1983), alla quale seguirà, quella del film dei Taviani Introdurrà il critico cinematografico Gianni Olla. Mercoledì 4 aprile invece, al Cinema Odissea alle 21.30 sarà proiettato “Dalla quercia alla palma: i 40 anni di Padre padrone” di Sergio Naitza (2017). L’incontro con Naitza dopo la proiezione sarà introdotto da Giovanni Maria Dettori. Infine, venerdì 6 aprile 2018 alla Cineteca Sarda alle 20 sarà proiettato il film “Ybris” di Gavino Ledda (1984). Lo stesso Ledda dialogherà con il pubblico dopo laproiezione.
Nella mostra di Montiroli lo sguardo è puntato sul set, sulla scena che si sta girando. Ma non è l’occhio del regista: c’è un altro sguardo – altrettanto creativo – che racconta la stessa inquadratura attraverso un diverso punto di vista. Il fotografo di scena è un silenzioso testimone, il primo interprete di un film che sta nascendo sul momento. E così nel suo guardare discreto e riservato, spesso, emergono storie, emozioni, dettagli nascosti dietro il film, dietro i volti della troupe.
Umberto Montiroli è uno dei maestri della vecchia guardia, ha lavorato con grandi registi, soprattutto è stato ed è il fotografo di scena di tutti i film di Paolo e Vittorio Taviani, a partire da Padre padrone.
Osservando le foto di quel set del lontano 1977 il film si arricchisce di altri significati, al di là della documentazione, della memoria: si rivive l’atmosfera delle riprese negli sguardi innocenti e spontanei dei bambini nell’aula scolastica, si indovinano i sentimenti di spaesamento e paura nel volto di Gavino piccolo isolato nell’ovile, risaltano i simbolici gesti di imposizione e ribellione tra padre padrone e figlio, si ritrova l’asprezza di una Sardegna di terra e di pietra. E soprattutto “parlano” i fuori scena con i fratelli Taviani al lavoro, la posizione della macchina da presa, la possibilità di capire in quali angoli il film diretto dai fratelli Taviani è stato girato. Nelle foto di Montiroli, nella sua regia fotografica, si ritrova l’anima segreta di “Padre padrone”.
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