Riscaldamento, sempre meno ghiaccio al Polo Nord
Quello appena trascorso è stato l'inverno più caldo per il Polo Nord, che come conseguenza ha visto diminuire il suo ghiaccio marino a uno dei livelli più bassi mai riportati: il secondo dopo quello,...
2 MINUTI DI LETTURA
Quello appena trascorso è stato l'inverno più caldo per il Polo Nord, che come conseguenza ha visto diminuire il suo ghiaccio marino a uno dei livelli più bassi mai riportati: il secondo dopo quello, da record, dell'inverno 2017. Il nuovo allarme sull'Artico arriva dalla Nasa. Rispetto alla media dei decenni scorsi, dicono gli scienziati, sono mancati all'appello 1,16 milioni di chilometri quadrati di copertura ghiacciata. Pari alla superficie di Italia, Spagna e Germania messe insieme. Il ghiaccio marino artico raggiunge la sua massima estensione annuale in inverno, intorno al mese di marzo, dopo mesi di assenza di sole, mentre la sua estensione minima si presenta a settembre. Stando ai dati della Nasa, il 17 marzo scorso è stato il giorno in cui il ghiaccio che ricopre il mare dell'Artico ha riportato la sua grandezza massima nel 2018: 14,48 milioni di chilometri quadrati. La cifra supera di poco – appena 60mila chilometri quadrati – il livello del 2017, che mantiene il primato negativo. Le misurazioni satellitari del ghiaccio marino artico sono iniziate 39 anni fa e hanno fotografato una riduzione progressiva della superficie, osservano gli esperti. «L'estensione del ghiaccio marino artico continua ad essere in una tendenza decrescente, e ciò è collegato al riscaldamento in corso nell'Artico», osserva Claire Parkinson dello Space Flight Center Nasa. È un circolo vizioso, spiega: più fa caldo, più ghiaccio si scioglie; meno ghiaccio è presente sulla superficie marina e più raggi solari penetrano nel blu delle acque invece di essere respinti dal bianco glaciale, facendo così aumentare la temperatura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
