Tra nuraghi e natura le leccornie de Sa Tanca
di Giovanni Fancello
Nelle campagne a Thiesi piatti della tradizione e prodotti di qualità
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A Thiesi in “Sa tanca de Santu Bainzu”, si va per due ed essenziali motivi: perché è una imperdibile meta per chi ama la tranquillità, la natura, ed anche per chi apprezza il buon cibo. Adagiata sull’altopiano da cui si gode un panorama mozzafiato c’è un’azienda agrituristica che conserva il nome del toponimo. Sono circa 80 ettari di bosco, che comprendono un nuraghe visitabile e la chiesetta romanica dedicata a San Gavino, ora sconsacrata; nonché le strutture dell’antica azienda ottocentesca acquistata, a metà Ottocento, dalla famiglia Garau, ma di antica proprietà del feudatario locale, il duca Antonio Manca. Ora il tutto appartiene a Donna Isabella Puggioni. Il salone che ospita l’agriturismo si trova a contatto con le antiche strutture dell’azienda e della villa padronale, in fase di sistemazione come casa museo.
In cucina operano il talentuoso tiesino Marco Ruiu e la consorte Nicoletta Fadda. Entrambi preparano un’ampia varietà di piatti, utilizzando i migliori ingredienti di produzione della loro azienda, e in particolare: carni, formaggi, verdure e olio. Nei loro pranzi le portate vengono cadenzate, secondo un sapere locale. Pro comintzare, si servono formaggi, salumi e alcune particolarità quasi dimenticate, come su pane frissu (tocchetti di pane raffermo imbevuti in un composto di uova, latte, formaggio e spezie), sa fressura, sa corda, impanadas e, nel periodo della macellazione del maiale, su sàmbene in fiaca, con verdure e olive. I primi piatti spaziano da: sos cicioneddos, alisanzas, fundeos, ladittas e su sucu maduru. Il sugo di condimento, sa bagna, è insaporita con carni di pecora, agnello, maiale o vitello. Gustose le zuppe: Supa de fenuju (zuppa di pane con finocchietti selvatici e salsiccia fresca); supa cota (zuppa di pane con brodo e formaggi misti), pane a fitas, condito con sugo di pomodoro, funghi, verdure di stagione e formaggio fresco. Non mancano le paste ripiene sos culunzones (ravioli) di formaggio o ricotta.
Nel periodo invernale è possibile gustare anche una succulenta polenta con carne di cinghiale o salsiccia fresca. I secondi, esclusivamente confezionati con carni di produzione propria, comprendono maialetto e agnello arrosto; agnello in umido con olive o finocchietti selvatici; ghisadu o casciola di pecora o agnello; pancia di vitello al forno o pecora arrosto. I secondi sono accompagnati da verdure di stagione e patate locali.
Particolare cura è posta anche nella preparazione dei dolci: sas seadas, confezionate con formaggio fresco acidulo prodotto a latte crudo; tericas de saba, casadinas, anicinos, catas de regotu, ancas de cane, pabassinos, copuletas, amaretos, cotzulas de ‘erda, cotzulas de regotu, turta de regotu, turta de nughe e de mendula. Nella bella stagione, come si usava nei secoli scorsi, è possibile consumare uno spuntino all’aperto distesi sui prati; si potrà pranzare all’ombra del lussureggiante e secolare querceto immersi nella natura ancora selvaggia e incontaminata.
In cucina operano il talentuoso tiesino Marco Ruiu e la consorte Nicoletta Fadda. Entrambi preparano un’ampia varietà di piatti, utilizzando i migliori ingredienti di produzione della loro azienda, e in particolare: carni, formaggi, verdure e olio. Nei loro pranzi le portate vengono cadenzate, secondo un sapere locale. Pro comintzare, si servono formaggi, salumi e alcune particolarità quasi dimenticate, come su pane frissu (tocchetti di pane raffermo imbevuti in un composto di uova, latte, formaggio e spezie), sa fressura, sa corda, impanadas e, nel periodo della macellazione del maiale, su sàmbene in fiaca, con verdure e olive. I primi piatti spaziano da: sos cicioneddos, alisanzas, fundeos, ladittas e su sucu maduru. Il sugo di condimento, sa bagna, è insaporita con carni di pecora, agnello, maiale o vitello. Gustose le zuppe: Supa de fenuju (zuppa di pane con finocchietti selvatici e salsiccia fresca); supa cota (zuppa di pane con brodo e formaggi misti), pane a fitas, condito con sugo di pomodoro, funghi, verdure di stagione e formaggio fresco. Non mancano le paste ripiene sos culunzones (ravioli) di formaggio o ricotta.
Nel periodo invernale è possibile gustare anche una succulenta polenta con carne di cinghiale o salsiccia fresca. I secondi, esclusivamente confezionati con carni di produzione propria, comprendono maialetto e agnello arrosto; agnello in umido con olive o finocchietti selvatici; ghisadu o casciola di pecora o agnello; pancia di vitello al forno o pecora arrosto. I secondi sono accompagnati da verdure di stagione e patate locali.
Particolare cura è posta anche nella preparazione dei dolci: sas seadas, confezionate con formaggio fresco acidulo prodotto a latte crudo; tericas de saba, casadinas, anicinos, catas de regotu, ancas de cane, pabassinos, copuletas, amaretos, cotzulas de ‘erda, cotzulas de regotu, turta de regotu, turta de nughe e de mendula. Nella bella stagione, come si usava nei secoli scorsi, è possibile consumare uno spuntino all’aperto distesi sui prati; si potrà pranzare all’ombra del lussureggiante e secolare querceto immersi nella natura ancora selvaggia e incontaminata.
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