La Nuova Sardegna

A Gavoi il mondo in un anno di scatti

di Paolo Coretti
A Gavoi il mondo in un anno di scatti

Arriva in Barbagia in autunno la mostra sul premio internazionale World Press Photo

4 MINUTI DI LETTURA





GAVOI. La libertà di informazione, di inchiesta e di espressione come diritti inalienabili attraverso le immagini. Questo è lo spirito che anima il World Press Photo organizzato dal 1955 dall’omonima fondazione olandese. Per la prima volta la mostra dei vincitori del più prestigioso concorso di fotogiornalismo al mondo arriva in Sardegna. L’esposizione fotografica, organizzata da Jannas, partner della Fondazione World Press Photo, aprirà a Gavoi negli spazi comunali dell’EXcaserma dal 27 ottobre al 18 novembre e tra i primi partner locali a sostenere l’iniziativa si annovera già il Comune di Gavoi.

La mostra illustra le storie e gli avvenimenti più significativi del 2017 e premia il miglior fotogiornalismo, che ha il compito di riportare una notizia con accuratezza, anche attraverso l’uso dello strumento estetico e tecnico dell’immagine. Lo scorso febbraio una giuria di esperti, dopo aver visionato oltre 73.044 fotografie di 4580 fotografi, ha annunciato i candidati del premio principale, il World Press Photo, oltre ai finalisti di ognuna delle otto categorie in concorso: Contemporary Issues, Daily Life, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports e Sport News.

I finalisti sono 42 foto-reporter, documentaristi e giornalisti provenienti da 22 Paesi: Australia, Bangladesh, Belgio, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Egitto, Francia, Gran Bretagna, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Olanda, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Venezuela.

A contendersi il premio internazionale Foto dell’anno sono immagini significative, di un forte impatto emotivo, dal dramma della battaglia di Mosul, documentata da Ivor Prickett (con 2 foto), alla strage dei Rohingya in Birmania con gli scatti di Patrick Brown, dall’attentato sul ponte di Westminster a Londra di Toby Melville, alle proteste in Venezuela contro le politiche di Nicolas Maduro con le foto di Ronaldo Schemidt, per finire con il ritratto emblematico di una giovane ragazza sopravvissuta agli orrori di Boko Haram ritratta da Adam Ferguson. Il 12 aprile sono stati annunciati i vincitori. Ad aggiudicarsi il premio più ambito, World Press Photo of the Year 2018 è stato il fotografo venezuelano Ronaldo Schemidt, di Agence France-Press, con la foto di un ragazzo che prende fuoco durante i violenti scontri con la polizia a Caracas.

Il giovane Salazar, che sopravvive all’incidente riportando ustioni di primo e secondo grado, diventa simbolo della Crisi in Venezuela, nome che Schemidt ha dato all’immagine, e come sostiene la giuria, «L’uomo, ha una maschera sul viso, sembra rappresentare non solo se stesso, che prende fuoco, ma in un certo senso dà l’idea che sia il Venezuela a bruciare». Tra gli altri foto-reporter premiati nelle categorie in concorso anche cinque italiani: Giulio Di Sturco, secondo premio categoria Contemporary Issues, Luca Locatelli, secondo premio categoria Environment, Francesco Pistilli terzo premio categoria General News, Fausto Podavini, secondo premio nella categoria Long –Term Projects, e Alessio Mamo, secondo premio nella categoria People.

A fine aprile partirà il tour della mostra World Press Photo, che raggiunge ogni anno oltre 4 milioni di visitatori in tutto il mondo, saranno 100 le città coinvolte in un lungo viaggio che farà tappa in 45 Paesi.

In Sardegna la mostra arriverà a Gavoi in autunno e includerà anche i vincitori dell’ottava edizione del World Press Photo Digital Storytelling Contest, un concorso parallelo lanciato nel 2011 che dà spazio ai digital storytellers, ovvero le migliori forme di visual journalism, giornalismo attraverso le immagini, utilizzate in questi ultimi anni grazie alla diffusione delle tecnologie digitali e di internet e che ha cambiato il modo in cui si producono e si consumano le storie.

Nei 23 giorni di residenza della mostra a Gavoi l’organizzazione prevede una serie di appuntamenti di approfondimento sul ruolo del fotogiornalismo, sul diritto alle informazioni e sulla libertà di stampa, con la partecipazione di esperti e giornalisti. Inoltre, dal lunedì al venerdì sarà possibile usufruire del servizio visite guidate per gruppi di massimo 15 persone. Questa visione è fortemente consigliata per i ragazzi delle scuole che, oltre ad avere l’accesso con biglietto ridotto, potranno disporre di materiali informativi precedentemente forniti dall’organizzazione ai docenti, utili per introdurre le tematiche presentate nella mostra, in modo da sollecitare l’interesse e la partecipazione degli studenti.

Il programma completo e tutti i dettagli saranno presto comunicati attraverso il sito di Jannas.eu e sui canali social dedicati all’iniziativa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative