Letterature fantastiche a confronto
Il Saggiatore ripropone uno dei più enigmatici capolavori di H. P. Lovecraft, ovvero “Le montagne della follia”, pubblicato nel 1936. Vi si racconta della spedizione in Antartide di un’equipe di...
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Il Saggiatore ripropone uno dei più enigmatici capolavori di H. P. Lovecraft, ovvero “Le montagne della follia”, pubblicato nel 1936. Vi si racconta della spedizione in Antartide di un’equipe di esploratori della Miskatonic University del Massachusetts guidati da un geologo, il professor Dyer, tra i quali si conta anche uno studente appassionato di letteratura fantastica, che fa uso di citazioni dal “Gordon Pym” di Poe, libro che costituisce in qualche modo la fonte d’ispirazione del romanzo di Lovecraft, scritto giusto un secolo prima: catene di montagne più alte dell’Himalaya, rovine d’una civiltà misteriosa, corpi congelati di creature di natura biologica totalmente estranea a quella terrestre. Ho ricordato il romanzo di Poe perché ci dà un’idea della qualità dell’operazione di Lovecraft, il quale, per altro, non fu l’unico a ispirarsi al “Gordon Pym”: è importante a questo punto citare l’altrettanto fantascientifico romanzo “La sfinge dei ghiacci” (1897) di Jules Verne, che, come ideale seguito del “Gordon Pym”, muove proprio dal punto in cui Poe si era fermato. Con l’aggiunta di decisiva importanza che, se in Poe tutto era onirico e mistico, nel positivista Verne ogni dato è ricondotto alla scienza e, di conseguenza, razionalizzato.
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