Un design selezionato dal lavoro in campagna
Cusinzos, bottas, cambales, stivales a currias . Sono le classiche calzature dei pastori sardi, scarpe che devono avere due doti fondamentali: essere comode e robuste. Quando la pastorizia era un’atti...
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Cusinzos, bottas, cambales, stivales a currias . Sono le classiche calzature dei pastori sardi, scarpe che devono avere due doti fondamentali: essere comode e robuste. Quando la pastorizia era un’attività che si svolgeva per buona parte lontano da casa e dall’artigiano del paese, il pastore non si poteva permettere di rimanere a piedi nudi, come doveva essere in grado di camminare dietro il gregge per ore, al freddo dell’inverno o al caldo dell’estate. Attraversare sentieri di pietre taglienti e restare sotto la pioggia. Cavalcare in tutte le condizioni. La selezione, durissima, dell’ambiente ha forgiato l’uomo e il design delle sue scarpe. Altro strumento fondamentale – con sa bertula in tessuto per il cavallo – era la bisaccia di pelle, sa tasca, lo zainetto da portare sulle spalle con lo stretto indispensabile, che lasciava le mani libere. Poi c’era il cinturone del vestire di una volta, vero status symbol decorato, che accoglieva anticamente la polvere da sparo, il tabacco e in cui era infilata sa leppa, il lungo coltellaccio.
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