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Cannes al via ieri sera con il film di Farhadi
CANNES . L’edizione numero 71 del Festival di Cannes è cominciata ieri sera con il film fuori concorso di Asghar Farhadi “Todos los Saben”, un thriller psicologico con protagonista la coppia glamour...
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CANNES . L’edizione numero 71 del Festival di Cannes è cominciata ieri sera con il film fuori concorso di Asghar Farhadi “Todos los Saben”, un thriller psicologico con protagonista la coppia glamour spagnola Penelope Cruz e Javier Bardem. Sono ventuno i film in concorso (con gli italiani “Dogman” di Matteo Garrone e “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher), ai quali si aggiungono tre opere fuori concorso, le proiezioni speciali, le sezioni “Un certain regard” (con “Euforia” di Valeria Golino) e la “Quinzaine des realizateurs”. E ancora, Cannes Classic con i restauri (quest’anno “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica).
Ma il festival è speciale anche per molto altro: il jet set ricco di presenze internazionali e gli incontri, legati al business, del Marché (quest’anno pare minore la presenza americana e fortissima quellacinese). Presidente della giuria è Cate Blanchett, che ieri si è presentata così alla stampa: «Una donna bella non necessariamente poco intelligente. A Festival di Cannes trionfa il glamour, ci si mostra, si esalta la bellezza, ma tutto questo non è mai stato qui sinonimo di strumentalizzazione della donna e non sarà certo così quest’anno. Del resto siamo chiamati a vedere il lavoro di tanti straordinari artisti che vengono da tutto il mondo. Non li giudicheremo certo per la loro avvenenza e per me partono tutti uguali, uomini o donne, maestri consacrati e giovani debuttanti».
Ma il festival è speciale anche per molto altro: il jet set ricco di presenze internazionali e gli incontri, legati al business, del Marché (quest’anno pare minore la presenza americana e fortissima quellacinese). Presidente della giuria è Cate Blanchett, che ieri si è presentata così alla stampa: «Una donna bella non necessariamente poco intelligente. A Festival di Cannes trionfa il glamour, ci si mostra, si esalta la bellezza, ma tutto questo non è mai stato qui sinonimo di strumentalizzazione della donna e non sarà certo così quest’anno. Del resto siamo chiamati a vedere il lavoro di tanti straordinari artisti che vengono da tutto il mondo. Non li giudicheremo certo per la loro avvenenza e per me partono tutti uguali, uomini o donne, maestri consacrati e giovani debuttanti».
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