“Zi vidimmu alla Torrese” entra in campo la cionfra
Venerdì al Verdi la pièce sulle gesta immaginarie della storica squadra rossoblù. Una commedia firmata da Filigheddu e Sanna per la Compagnia Teatro Sassari
SASSARI. Zi vidimmu alla Torrese! Il saluto doc di ogni sassarese che si rispetti adesso fa da titolo a una commedia pronta a debuttare al Verdi venerdì prossimo alle 21. L'idea di questo omaggio alla cionfra, alla sassareseria e, naturalmente, prima di tutto, alla squadra cittadina di calcio - croce e delizia dei tifosi locali - è venuta a due giornalisti della Nuova. Uno in pensione, Cosimo Filigheddu, e l'altro, Roberto Sanna, per anni cronista di sport. Sono loro gli autori del testo, in italiano con inserti in vernacolo, di "Zi vidimmu alla Torrese", affidato alla Compagnia Teatro Sassari con la regia di Alfredo Ruscitto e la scenografia di Vincenzo Ganadu. Non si tratta, precisano gli autori «di una semplice commedia sportiva», è piuttosto il tentativo di identificare con «un luogo, fisico e simbolico, il carattere di un'intera città, che è cionfraiola, sì, ma onesta e ha voglia di costruire, anche se non sempre ci riesce».
Sanna e Filigheddu l'idea ce l'avevano da un po'. L'occasione, però, si presenta solo ora con i festeggiamenti messi in campo dalla Fondazione Sef Torres 1903 per i suoi primi 115 anni. Una storia, quella dei rossoblù, iniziata «proprio al Verdi, dove sta per debuttare la commedia», ha ricordato Umberto Carboni, il presidente della Fondazione, durante la conferenza stampa di presentazione della pièce a Palazzo Ducale. La prima uscita pubblica della società, nel 1903, fu infatti un saggio ginnico sulle tavole del Politeama. Quindi chissà che tornare alle origini, «non sia di buon auspicio per diventare un'altra volta un'eccellenza cittadina».
Di quella storia lunga più di un secolo la commedia in due atti di Filigheddu e Sanna ripercorre un anno cruciale quanto immaginario. Nel 1997, la squadra cittadina, messa all'asta e precipitata tra i dilettanti, ritrova a sorpresa la speranza grazie all'imprenditore sassarese Fabio Moro. È lui, una volta diventato presidente e proprietario della Torres, a scovare in Argentina un altro sassarese doc: Daniele Bertone, l'allenatore dei giovanissimi del Boca juniors. Sotto la guida di Bertone, i rossoblù passano in tre anni dalla serie C alla serie A e si ritrovano primi in classifica a disputare l'ultima partita, che può valere lo scudetto, contro la Juventus. C'è solo un problema: in caso di vittoria, dovranno disputare la Champions League, ma il loro stadio - l'"Aquedotto", alias "Vanni Sanna" - è inadeguato. Entrano in scena a questo punto politici e faccendieri, antagonisti senza scrupoli di Moro, che è invece un imprenditore geniale ma anche un uomo profondamente onesto.
Per mescolare un po' le carte, Sanna e Filighiddu accostano personaggi reali con altri allegorici: Agniredda, o la fortuna (Teresa Soro), Godimonda, il destino (Alessandra Spiga), la mascotte portafortuna, Toruccio, interpretato dal giovanissimo Andrea Riccio. Gli altri personaggi di "Zi vidimmu alla Torrese" sono il presidente della squadra Fabio Moro (Emanuele Floris), l'allenatore Daniele Bertone (Mario Lubino), l'inviato speciale della "Domenica Sportiva" Omar Sivori (Ignazio Chessa), il capitano torresino Giuseppe Fadda (Stefano Dionisi), il capo dei tifosi Zarrettu (Michelangelo Ghisu), il politico Paolo Macondo (Paolo Colorito).Per la prevendita, scrivere a info@leragazzeterribili.com o chiamare lo 079 278275.
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