“Nois”, la risposta della Sardegna alle migrazioni

Il 23 e il 24 giugno l’iniziativa della Regione con giornalisti, registi e la sindaca di Barcellona

Contribuire a approfondire e sviluppare un approccio mediatico che restituisca dignità e complessità al tema dell’immigrazione e dell’interazione con i migranti: è l’intenzione alla base di “Nois, la Sardegna che accoglie – Flussi migratori, il ruolo della comunicazione nella formazione dell’opinione pubblica” , confronto con operatori dell’informazione, registi, scrittori e istituzioni promosso dalla Regione Sardegna in collaborazione con Sardegna Teatro per il 23 e il 24 giugno 2018 al Teatro Massimo.

Ad aprire i lavori saranno, insieme alla sindaca di Barcellona Ada Colau, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, l’assessore regionale degli Affari Generali Filippo Spanu, con la tavola rotonda “Politiche di accoglienza e integrazione: esperienze e prospettive”.

Nell’ambito delle due giornate, attraverso gli interventi degli studiosi del settore – tra i relatori Giuseppe Milazzo, ricercatore dell’Osservatorio di Pavia, i giornalisti Giovanni Maria Bellu, Francesco Birocchi, Celestino Tabasso e Daniele Biella – gli incontri con registi Scott Barker e Salvatore Mereu, le proiezioni di opere video e la visione di performance e spettacoli (tra cui “Bilal” con Leonardo Capuano, l’applaudito interprete di Macbettu) si rifletterà su come la narrazione degli eventi e le visioni sullo “straniero” e sull’immigrazione trovino sui giornali, in televisione, nella letteratura, nel teatro e nel cinema un primo veicolo di ampio impatto cognitivo ed emotivo sull’opinione pubblica. Una responsabilità importante, quindi, da trattare con grande consapevolezza.

Particolare attenzione verrà posta a siti web, forum e chat, in cui il flusso di informazioni, spesso ingannevoli o fake news, richiede sempre maggiore attenzione verso i processi che governano la rete. Il tema della paura dell’altro sarà affrontato nell’intervento di Giuseppe Milazzo “Notizie da paura, la comunicazione dei media sul fenomeno migratorio”, focalizzato sui linguaggi ricorrenti, i toni e le cornici monitorati dai rapporti annuali dell’associazione Carta di Roma nell’ultimo triennio. Giovanni Maria Bellu, direttore di Sardinia Post, Francesco Birocchi, presidente Ordine giornalisti Sardegna, con Luca Foschi (l’Unione Sarda), Daniele Biella (Vita.it) e Valentina Bifulco (Nois Tg dei migranti), centreranno il discorso sull’approccio dei media in Sardegna, insieme a Celestino Tabasso, presidente Assostampa sarda.

“La narrazione per immagini” sarà il tema per i registi Salvatore Mereu e Scott Barker, con Bepi Vigna, presidente Centro Internazionale del fumetto, Luca Paulesu – curatore della mostra satirica “Migrantes per l’Europa” allestita allaMgallery con opere di Altan, Biani, Bucchi e numerosi altri - e Nevina Satta Direttrice Fondazione Sardegna Film Commission. I due registi presenteranno le opere “Musa’s story”, episodio del documentario “Crossings. A migrant’s VR story”, con il quale il regista americano Barker descrive lo sviluppo del fenomeno migratorio attraverso interviste a minori stranieri accolti in Sardegna, tra cui Musa, protagonista del video, e “Futuro prossimo”, cortometraggio presentato da Mereu alla Biennale cinematografica di Venezia. Interpretato da attori non professionisti il film – girato a Cagliari con un progetto di collaborazione fra gli atenei sardi – racconta le vere esperienze di Rachel e Mojo, alla ricerca di un lavoro e che di notte trovano riparo in uno stabilimento balneare.

Con il docufilm “Bilal, nessun viaggiatore è straniero” Leonardo Capuano mette in scena il testo di Annalisa Bianco ispirato all’inchiesta Fabrizio Gatti, in cui il giornalista dell’Espresso visse l’esperienza di immigrato, attraversando il Sahara sui camion e facendosi arrestare come clandestino, mentre Ornella D’Agostino di Carovana SMI proporrà l’incontro “La città che viaggia” con operatrici provenienti da Grecia, Marocco, Francia, Olanda e Albania. In chiusura della seconda giornata, la performance “C.Arte d’imbarco”, circuito di viaggiatori che danzano il paesaggio che incontrano, riflesso di una comunità nomade che si modifica con il viaggio.

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