La Nuova Sardegna

La vita reale oltre l’inganno digitale

di Grazia Brundu
La vita reale oltre l’inganno digitale

Nello Spazio Chora a Sassari la mostra “ - ” del videoartista Tore Manca

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SASSARI. Al numero 29 di via Zanfarino c’è un locale che un tempo era una macelleria e adesso, da un paio di anni, è uno spazio espositivo, lo Spazio Chora, interessato ai temi del corpo e al rapporto tra politica e collettività.

Dalla settimana scorsa Tore Manca, videoartista e poeta sassarese, vegano per una filosofia di vita estranea alle dieta e alle mode, vi espone un lavoro di videoarte intitolato “- ”che con la carne ha a che fare, ma in senso opposto alla mercificazione a al macello. La carne filmata da Manca è quella di corpi umani che si sfiorano in uno spazio ristretto, per fare emergere, attraverso il tocco delle mani, una condivisione e una vicinanza quasi imbarazzanti per chi ha lo sguardo viziato da rapporti digitali asettici e da epidermidi plastificate da photoshop.

È una carne reale e allo stesso tempo un pretesto per visualizzare qualcosa che la parola non è capace di dire. E infatti in questo lavoro Manca la elimina completamente . Lo spettatore si muove in penombra, fermandosi per il tempo che vuole davanti a tre schermi che trasmettono in loop altrettanti video.

Nel primo, una ragazza giovanissima accarezza il viso segnato dal tempo di una donna che si affida alle sue mani. Nel secondo, un’altra pettina a lungo i capelli di quella che forse è sua madre. Nel terzo un uomo anziano, seduto a un tavolo da solo, viene raggiunto da un giovane uomo che gli poggia una mano su una spalla. Sono tre momenti, per citare le parole di Manca, «di un salto generazionale dove i gesti vengono dati in eredità, ora tutti da riscoprire»; un «tentativo di ascoltare nel nostro intimo» per «esorcizzare la morte che verrà».

La camera fissa, il montaggio minimalista, il bianco e nero delle immagini cercano un’oggettivazione impossibile, un’inutile difesa dalle emozioni. Tutto avviene senza parole, in un rumore d’ambiente che l’autore dilata «fino a farlo diventare un rumore bianco. Un unico tono, quello intimo del cuore, del respiro, un suono intercostale». Apertura: giovedì e venerdì 18- 20

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