GAVOI
In “100 Years” di Feldmann lo scorrere di tante esistenze
GAVOI. In occasione della quindicesima edizione del “Festival Letterario Isola delle Storie” di Gavoi, il Man presenterà, negli spazi rinnovati del Museo comunale,, la mostra “100 Years” di Hans...
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GAVOI. In occasione della quindicesima edizione del “Festival Letterario Isola delle Storie” di Gavoi, il Man presenterà, negli spazi rinnovati del Museo comunale,, la mostra “100 Years” di Hans Peter Feldmann, artista tedesco tra i più celebrati della sua generazione. Il progetto è a cura di Luigi Fassi e Alberto Salvadori.
Feldmann, classe 1941, vive e lavora a Düsseldorf ed è una presenza importante nel panorama artistico internazionale. Tra le mostre più recenti: MoMA, New York, 2017; Serpentine Gallery, Londra, 2012; Biennale di Venezia, Venezia, 2009. Il suo lavoro, sin dagli esordi negli anni Sessanta, è concentrato a esplorare la potenzialità delle memorie individuali e collettive che l'artista ha continuato a raccogliere e conservare come archivio personale in forma di immagini trovate, cartoline, ritagli di riviste, manifesti e foto da lui stesso scattate. Ognuno di questi elementi, categorizzati da Feldmann secondo un proprio personale sistema, testimonia la conservazione della memoria come un atto di omaggio ideale al ciclo della vita e alla sua irripetibile diversità. Temi ricorrenti nella sua produzione sono la riflessione sulla nozione di tempo e l’indagine sul valore dell’opera d’arte rispetto ai concetti di unicità e riproducibilità.
In “100 Years” (2001) Feldmann ha fotografato 101 persone tratte dalla cerchia dei suoi famigliari e conoscenti, dall’età di 8 mesi ai 100 anni. Ogni foto corrisponde così a uno specifico anno della vita, dalla primissima infanzia all’anzianità. Raccogliendo in ordine cronologico ascensivo le testimonianze fotografiche di cento diverse individualità e dipanando in successione volti femminili e maschili, “100 Years” costruisce un appassionato ritratto seriale della vita umana attraverso il tempo, un omaggio corale all’umanità che unisce armonicamente tra loro le dimensioni del passato, del presente e del futuro.
Feldmann, classe 1941, vive e lavora a Düsseldorf ed è una presenza importante nel panorama artistico internazionale. Tra le mostre più recenti: MoMA, New York, 2017; Serpentine Gallery, Londra, 2012; Biennale di Venezia, Venezia, 2009. Il suo lavoro, sin dagli esordi negli anni Sessanta, è concentrato a esplorare la potenzialità delle memorie individuali e collettive che l'artista ha continuato a raccogliere e conservare come archivio personale in forma di immagini trovate, cartoline, ritagli di riviste, manifesti e foto da lui stesso scattate. Ognuno di questi elementi, categorizzati da Feldmann secondo un proprio personale sistema, testimonia la conservazione della memoria come un atto di omaggio ideale al ciclo della vita e alla sua irripetibile diversità. Temi ricorrenti nella sua produzione sono la riflessione sulla nozione di tempo e l’indagine sul valore dell’opera d’arte rispetto ai concetti di unicità e riproducibilità.
In “100 Years” (2001) Feldmann ha fotografato 101 persone tratte dalla cerchia dei suoi famigliari e conoscenti, dall’età di 8 mesi ai 100 anni. Ogni foto corrisponde così a uno specifico anno della vita, dalla primissima infanzia all’anzianità. Raccogliendo in ordine cronologico ascensivo le testimonianze fotografiche di cento diverse individualità e dipanando in successione volti femminili e maschili, “100 Years” costruisce un appassionato ritratto seriale della vita umana attraverso il tempo, un omaggio corale all’umanità che unisce armonicamente tra loro le dimensioni del passato, del presente e del futuro.
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