L’indie di Motta aprirà Abbabula
Il cantautore tra le star della prossima edizione del festival, dal 10 al 14 luglio
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SASSARI. L’indiscrezione prende forma d’annuncio e oggi aprono le prevendite: sarà Motta uno degli headliner della 20esima edizione del festival Abbabula, organizzato a Sassari dal 10 al 14 luglio dalla cooperativa Le Ragazze Terribili negli spazi dell’area concerti in piazzale Segni.
Da “La fine dei vent’anni”, targa Tenco come migliore opera prima, a “La nostra ultima canzone”, singolo estratto dal nuovo album “Vivere o morire” uscito lo scorso 6 aprile, Motta è una delle espressioni più interessanti e trasversali del fare musica italiano, che anima il dibattito indie e schiva le etichette di genere proponendosi alla ribalta della stagione musicale.
Motta ha 31 anni, li ha compiuti a marzo. Il suo fare musica risente e giova dello scorrere del tempo, attraverso un consapevole passaggio fra un’età e l’altra, che il polistrumentista toscano esalta, cela e poi racconta fra i versi delle sue canzoni. Soggetto e sceneggiatura originale coincidono e si fondono alle note: la storia regge e, sul palco, conquista, coinvolge e travolge. Così è stato in tutti i concerti della penisola – da Bologna Firenze, passando per Roma e Milano – che hanno amplificato il messaggio lanciato da Motta.
Un messaggio recapitato ai fan in forma d’immagini sonore, che da “Sei bella davvero” a “Ed è quasi come essere felice” (video girato a New York) non smette di colpire al cuore, alla testa e allo stomaco di chi ascolta.
Il sentimento è ciò che sta al centro dei suoi lavori. Sentimento che diventa passione, si colora di noia, diventa inquietudine, che si regge a volte su speranze. Il tutto permeato di rock e di ritmo made in Africa con la chitarra convitata speciale al tavolo dello show ed una voce particolarissima a rendere unico il canto e il “recitar cantando”.
Motta è riconoscibile nello stile, difende la sua identità, è primo attore non ermetico ma diretto, riflessivo certo, elegante ma non snob. “Vivere o morire” a distanza di due anni e mezzo dal precedente album conferma che Motta ha qualcosa da dire. Il ragazzo di Pisa cresciuto a Livorno dopo un inizio nel segno del perenne movimento e della ricerca, sembra aver trovato un punto fermo, forse non definitivo, ma comunque utile al fermarsi e pensarci un po’ su. C’è stato un cambiamento evidente nel percorso di vita e musica dell’artista.
Motta sarà, come detto, uno dei grandi nomi del festival Abbabula, che compiuti 20 anni festeggia insieme al cantautore toscano la consolidata maturità. Le prevendite sono già disponibili presso la sede della cooperativa Le Ragazze Terribili di Sassari in via Tempio 65 e sul circuito Box Office Sardegna. (red.c.)
Da “La fine dei vent’anni”, targa Tenco come migliore opera prima, a “La nostra ultima canzone”, singolo estratto dal nuovo album “Vivere o morire” uscito lo scorso 6 aprile, Motta è una delle espressioni più interessanti e trasversali del fare musica italiano, che anima il dibattito indie e schiva le etichette di genere proponendosi alla ribalta della stagione musicale.
Motta ha 31 anni, li ha compiuti a marzo. Il suo fare musica risente e giova dello scorrere del tempo, attraverso un consapevole passaggio fra un’età e l’altra, che il polistrumentista toscano esalta, cela e poi racconta fra i versi delle sue canzoni. Soggetto e sceneggiatura originale coincidono e si fondono alle note: la storia regge e, sul palco, conquista, coinvolge e travolge. Così è stato in tutti i concerti della penisola – da Bologna Firenze, passando per Roma e Milano – che hanno amplificato il messaggio lanciato da Motta.
Un messaggio recapitato ai fan in forma d’immagini sonore, che da “Sei bella davvero” a “Ed è quasi come essere felice” (video girato a New York) non smette di colpire al cuore, alla testa e allo stomaco di chi ascolta.
Il sentimento è ciò che sta al centro dei suoi lavori. Sentimento che diventa passione, si colora di noia, diventa inquietudine, che si regge a volte su speranze. Il tutto permeato di rock e di ritmo made in Africa con la chitarra convitata speciale al tavolo dello show ed una voce particolarissima a rendere unico il canto e il “recitar cantando”.
Motta è riconoscibile nello stile, difende la sua identità, è primo attore non ermetico ma diretto, riflessivo certo, elegante ma non snob. “Vivere o morire” a distanza di due anni e mezzo dal precedente album conferma che Motta ha qualcosa da dire. Il ragazzo di Pisa cresciuto a Livorno dopo un inizio nel segno del perenne movimento e della ricerca, sembra aver trovato un punto fermo, forse non definitivo, ma comunque utile al fermarsi e pensarci un po’ su. C’è stato un cambiamento evidente nel percorso di vita e musica dell’artista.
Motta sarà, come detto, uno dei grandi nomi del festival Abbabula, che compiuti 20 anni festeggia insieme al cantautore toscano la consolidata maturità. Le prevendite sono già disponibili presso la sede della cooperativa Le Ragazze Terribili di Sassari in via Tempio 65 e sul circuito Box Office Sardegna. (red.c.)
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