Storici, scrittori e critici riflettono su pagine ancora attualissime
Scritto in esilio tra il 1936 e il 1937, apparso in Francia nel 1938, in Italia da Einaudi nel 1945, “Un anno sull’Altipiano”è universalmente considerato uno dei capolavori di tutta la letteratura...
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Scritto in esilio tra il 1936 e il 1937, apparso in Francia nel 1938, in Italia da Einaudi nel 1945, “Un anno sull’Altipiano”
è universalmente considerato uno dei capolavori di tutta la letteratura europea sulla Grande Guerra. Nel libro “L’Altipiano”, curato da Jacopo Onnis e appena pubblicato dalla casa editrice Ediesse, a ottant’anni dalla pubblicazione storici, scrittori, critici letterari, uomini di spettacolo riflettono su un testo esemplare scritto da chi la guerra l’ha combattuta in prima linea e per tutti i quattro anni della sua durata. Pubblichiamo in questa pagina uno stralcio dell’intervento di Goffredo Fofi. Gli altri contribiti sono di Giaime Alonge, Alberto Asor Rosa, Walter Barberis, Manlio Brigaglia, Giovanni De Luna, Angelo D’Orsi, Maria Giacobbe, Antonio Gibelli, Angelo Guglielmi, Raffele La Capria, Mario Monicelli, Marco revelli, Mario Rigoni Stern, Francesco Rosi e Mariangela Sedda.
Uno stile, quello di “Un anno sull’Altipiano”, asciutto ed essenziale, un uso corrosivo dell’ironia e del comico dietro i quali si nasconde la tragedia: Lussu mette a nudo la logica assurda della guerra, la ferocia e la stupidità degli alti comandi, il disprezzo per i soldati considerati pedine da destinare al massacro. Un libro che ha ispirato maestri del cinema come Stanley Kubrick, Mario Monicelli, Francesco Rosi. Pagine che continuano a parlare agli uomini del Duemila in un mondo sempre più insanguinato dalla disumanità della guerra.
è universalmente considerato uno dei capolavori di tutta la letteratura europea sulla Grande Guerra. Nel libro “L’Altipiano”, curato da Jacopo Onnis e appena pubblicato dalla casa editrice Ediesse, a ottant’anni dalla pubblicazione storici, scrittori, critici letterari, uomini di spettacolo riflettono su un testo esemplare scritto da chi la guerra l’ha combattuta in prima linea e per tutti i quattro anni della sua durata. Pubblichiamo in questa pagina uno stralcio dell’intervento di Goffredo Fofi. Gli altri contribiti sono di Giaime Alonge, Alberto Asor Rosa, Walter Barberis, Manlio Brigaglia, Giovanni De Luna, Angelo D’Orsi, Maria Giacobbe, Antonio Gibelli, Angelo Guglielmi, Raffele La Capria, Mario Monicelli, Marco revelli, Mario Rigoni Stern, Francesco Rosi e Mariangela Sedda.
Uno stile, quello di “Un anno sull’Altipiano”, asciutto ed essenziale, un uso corrosivo dell’ironia e del comico dietro i quali si nasconde la tragedia: Lussu mette a nudo la logica assurda della guerra, la ferocia e la stupidità degli alti comandi, il disprezzo per i soldati considerati pedine da destinare al massacro. Un libro che ha ispirato maestri del cinema come Stanley Kubrick, Mario Monicelli, Francesco Rosi. Pagine che continuano a parlare agli uomini del Duemila in un mondo sempre più insanguinato dalla disumanità della guerra.
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