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Si sposta sul mare la guerra di George

Si sposta sul mare la guerra di George

Un turista schizza fuori dall’acqua, si infila un paio di infradito e veloce si mette in marcia tra massi di granito e macchia mediterranea. «Ma cosa stanno facendo laggiù? Quello è un aereo da...

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Un turista schizza fuori dall’acqua, si infila un paio di infradito e veloce si mette in marcia tra massi di granito e macchia mediterranea. «Ma cosa stanno facendo laggiù? Quello è un aereo da guerra». Il cacciabombardiere vola alto ma nel giro di pochi secondi è di nuovo a bassa quota, sopra gli alberi e i cespugli che colorano di verde Capo Ceraso. Subito scatta la missione di tre donne in costume da bagno: «È George Clooney, dicono che stia girando una serie tv. Speriamo di riuscire a vederlo». Impossibile avvicinarsi. La zona è transennata e le guardie hanno l’ordine di tenere lontano i curiosi. Ma lo spettacolo è comunque fuori dal comune, anche a distanza. Per quasi un’ora un cacciabombardiere a stelle e strisce ha simulato il bombardamento di una caletta di Capo Ceraso, il promontorio a metà strada tra Olbia e Tavolara. Dopo settimane di riprese nell’aeroporto dismesso di Venafiorita, adesso il set della serie tv “Catch-22” si è trasferito in spiaggia, in uno degli angoli più suggestivi e incontaminati del golfo olbiese. La sceneggiatura, tratta dal romanzo di Joseph Heller, parla chiaro: c’è da raccontare un’incursione aerea in mare.

Paradisi in tv

E così la produzione di “Catch-22” ha individuato un tratto di costa incastonato tra i graniti di Capo Ceraso. Per l’esattezza le spiaggette di Poltu Itellu e Poltu Manzu, a poche centinaia di metri dalla più conosciuta Li Cuncheddi. Un angolo di paradiso che finirà dritto dritto in una serie tv prodotta da Paramount e Sky. Il set di George Clooney è come al solito blindatissimo, ma da lontano è comunque possibile intuire le sue dimensioni. Ci sono camion, fuoristrada e tendoni. Transenne del comune di Olbia delimitano l’intera area e uomini della protezione civile controllano che tutto vada per il verso giusto. Le riprese a Capo Ceraso proseguiranno per tutta la settimana e ieri i lavori sono cominciati col botto, con un finto bombardamento della spiaggia che evidentemente ospita un gruppo di soldati. Stavolta niente bombe ed esplosioni, solo un cacciabombardiere che vola su e giù sopra il set e le teste dei bagnanti di Li Cuncheddi. È un’operazione lunga e sempre uguale a se stessa: l’aereo si allontana fino a diventare un puntino e poi si avvicina a tutta velocità planando a pochi metri da terra. In spiaggia c’è chi scatta foto e chi filma lo spettacolare volo con il telefonino. «Ho fatto un po’ di foto, le terrò come ricordo. Quando vedrò la serie in tv, potrò dire: io c’ero», spiega un uomo, in costume da bagno, appena sbucato da un macchione. In effetti il cacciabombardiere della seconda guerra mondiale, perfettamente funzionante, regala uno show davvero entusiasmante. E non solo per gli appassionati di aeronautica e di storie di guerra.

Venafiorita in fiamme

«Visto come vola basso? Sembra quasi che vada a finire contro le rocce» aggiunge l’uomo che ha lasciato l’ombrellone per seguire da vicino le evoluzioni dell’aereo militare. L’attore americano, che della serie tv “Catch-22” è sia interprete che regista, ormai ha quasi abituato gli olbiesi alle sue finte operazioni belliche. Da quando ha dato il via alle riprese, a fine maggio, la zona di Olbia si è ritrovata spesso in contesti di guerra, visto che la serie è ambientata durante il secondo conflitto mondiale. Lo spettacolo più grande lo avevano regalato i finti bombardamenti notturni dell’aeroporto di Venafiorita, quando Clooney, per tre notti consecutive, aveva inscenato vere e proprie esplosioni che avevano illuminato la campagna olbiese, tra fiammate improvvise e imponenti colonne di fumo. Poi ci sono gli aerei da guerra, dai B–25 Mitchell ai Messerschmitt ME 108, che da settimane sorvolano i cieli della Gallura con qualche incursione nel Nuorese. Da non dimenticare il set di Venafiorita, un aeroporto dimenticato da Dio che la produzione americana, con la collaborazione dell’italiana Lotus, ha trasformato in una base aerea americana. Qui tutto è stato ricostruito alla perfezione. Ci sono una torre di controllo di ferro, un accampamento, un hangar per gli aerei, jeep e camionette militari. E naturalmente ci sono gli attori e le comparse, tutti con addosso le uniformi militari fedelissime a quelle originali. Pochi giorni fa hanno recitato anche alcune donne del posto, con pettinature e abiti tipici degli anni Quaranta. E a indossare l’uniforme americana sono stati anche i componenti della banda della Brigata Sassari, che per diversi giorni hanno recitato nel set olbiese.

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