Un regista sassarese per West Side Story
Bernstein at 100, è questo il titolo del cartellone internazionale che celebra il centenario della nascita di Leonard Bernstein: compositore, direttore d’orchestra e pianista statunitense. Nel...
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Bernstein at 100, è questo il titolo del cartellone internazionale che celebra il centenario della nascita di Leonard Bernstein: compositore, direttore d’orchestra e pianista statunitense. Nel catalogo di circa duemila spettacoli sparsi in trentacinque nazioni sono pochi gli appuntamenti italiani.
Tra questi spicca uno degli eventi dell’estate la messa in scena del celeberrimo “West Side Story” in prima mondiale domani (con repliche sino al 17 luglio) al Comunale di Bologna. Ispirato a “Romeo e Giulietta” e ambientato negli anni cinquanta tra le gang giovanili di New York il musical, diventato anche un successo cinematografico per la regia di Jerome Robbins e Robert Wise interpretato da Natalie Wood, in questa nuova versione è diretto dal regista sassarese Gianni Marras.
Dopo una lunga carriera, iniziata giovanissimo al Verdi di Sassari come allievo del regista Giampiero Cubeddu, Marras è ormai un’artista di riferimento per il genere musical in Italia. «Nei bassifondi di New York – dice Gianni Marras – Maria e Tony moderni Romeo e Giulietta sono due giovani innamorati che vogliono andare oltre le convenzioni, i pregiudizi e le rivalità politiche etniche e sociali. Bernstein e il librettista Laurents incentrarono la vicenda su due gang contrapposte: quella bianca dei Jets e quella portoricana degli Sharks, moderni Capuleti e Montecchi».
Il musical poneva l’accento sulla problematica del disagio giovanile e dell’integrazione causata dalle ondate di immigrazione negli Usa in quell’epoca, e sulle conseguenti tensioni e violenze che ne scaturirono. «Per rendere questa atmosfera lo spettacolo – prosegue – si apre con una scena in cui diversi pannelli in movimento simulano i vicoli del west side divisi da muri: trincee violente in cui combattono le loro insensate battaglie le due bande rivali. Ma nell’orizzontalità della vita dei giovani teppisti, che non vedono oltre lo spazio angusto che li circonda si inserisce nel racconto la “verticalità” della scena del balcone, simbolo di un amore che vuole andare oltre, alla ricerca di un “Somewhere” appunto dove realizzare il sogno di una vita felice”. A far volare questa speranza la determinazione di Maria e di Anita; due donne che vogliono diventare padrone del proprio futuro.
«Inutile sottolineare l’attualità dell’opera di Bernstein – conclude Marras – in un periodo storico in cui ovunque nel mondo si continuano ad erigere muri fisici e virtuali tra i popoli, le idee e i sogni individuali di libertà. Il varco alla speranza di un futuro migliore si apre nel finale dove Bernstein a differenza di Shakespeare, fa sopravvivere il personaggio femminile: Maria che anche nella nostra versione diventa simbolo di un processo di cambiamento destinato ad abbattere i muri e derimere i contrasti. In questi anni il musical anche in Italia è diventato un genere di grande successo ed è entrato nei teatri lirici. Questo spettacolo è stato inserito tra gli eventi in abbonamento del Teatro comunale di Bologna un sogno diventato realtà. Spero che questa ed altre nostre produzioni possano arrivare prima o poi anche in Sardegna. Purtroppo i costi sono spesso complicati da gestire ma sarebbe davvero bello vedere anche il musical nei cartelloni e nei festival estivi dell’isola e nelle stagioni liriche sarde».
Tra questi spicca uno degli eventi dell’estate la messa in scena del celeberrimo “West Side Story” in prima mondiale domani (con repliche sino al 17 luglio) al Comunale di Bologna. Ispirato a “Romeo e Giulietta” e ambientato negli anni cinquanta tra le gang giovanili di New York il musical, diventato anche un successo cinematografico per la regia di Jerome Robbins e Robert Wise interpretato da Natalie Wood, in questa nuova versione è diretto dal regista sassarese Gianni Marras.
Dopo una lunga carriera, iniziata giovanissimo al Verdi di Sassari come allievo del regista Giampiero Cubeddu, Marras è ormai un’artista di riferimento per il genere musical in Italia. «Nei bassifondi di New York – dice Gianni Marras – Maria e Tony moderni Romeo e Giulietta sono due giovani innamorati che vogliono andare oltre le convenzioni, i pregiudizi e le rivalità politiche etniche e sociali. Bernstein e il librettista Laurents incentrarono la vicenda su due gang contrapposte: quella bianca dei Jets e quella portoricana degli Sharks, moderni Capuleti e Montecchi».
Il musical poneva l’accento sulla problematica del disagio giovanile e dell’integrazione causata dalle ondate di immigrazione negli Usa in quell’epoca, e sulle conseguenti tensioni e violenze che ne scaturirono. «Per rendere questa atmosfera lo spettacolo – prosegue – si apre con una scena in cui diversi pannelli in movimento simulano i vicoli del west side divisi da muri: trincee violente in cui combattono le loro insensate battaglie le due bande rivali. Ma nell’orizzontalità della vita dei giovani teppisti, che non vedono oltre lo spazio angusto che li circonda si inserisce nel racconto la “verticalità” della scena del balcone, simbolo di un amore che vuole andare oltre, alla ricerca di un “Somewhere” appunto dove realizzare il sogno di una vita felice”. A far volare questa speranza la determinazione di Maria e di Anita; due donne che vogliono diventare padrone del proprio futuro.
«Inutile sottolineare l’attualità dell’opera di Bernstein – conclude Marras – in un periodo storico in cui ovunque nel mondo si continuano ad erigere muri fisici e virtuali tra i popoli, le idee e i sogni individuali di libertà. Il varco alla speranza di un futuro migliore si apre nel finale dove Bernstein a differenza di Shakespeare, fa sopravvivere il personaggio femminile: Maria che anche nella nostra versione diventa simbolo di un processo di cambiamento destinato ad abbattere i muri e derimere i contrasti. In questi anni il musical anche in Italia è diventato un genere di grande successo ed è entrato nei teatri lirici. Questo spettacolo è stato inserito tra gli eventi in abbonamento del Teatro comunale di Bologna un sogno diventato realtà. Spero che questa ed altre nostre produzioni possano arrivare prima o poi anche in Sardegna. Purtroppo i costi sono spesso complicati da gestire ma sarebbe davvero bello vedere anche il musical nei cartelloni e nei festival estivi dell’isola e nelle stagioni liriche sarde».
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