La Nuova Sardegna

Crescentini e Bobulova star al festival di Tavolara

di Giandomenico Mele
Crescentini e Bobulova star al festival di Tavolara

Le due attrici ospiti della rassegna con il film “Diva!” su Valentina Cortese Lontane dal gossip raccontano la loro carriera e le ambizioni per il futuro

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PORTO SAN PAOLO. La incontri con quella bellezza quasi distante, che per un attimo ti spiazza. Poi un sorriso potente, capace di aprirsi all’esterno come uno scrigno che rivela emozioni. Barbora Bobulova, attrice di origine slovacca, una carriera importante partita con Ozpetek e capace di trovare nuove strade in ruoli brillanti, è stata protagonista della serata di ieri al Festival del cinema di Tavolara con il film “Diva!” sulla vita e la carriera artistica di Valentina Cortese. Con lei sul set, per un cast di otto attrici per uno stesso ruolo, c’era Carolina Crescentini, vivace e dall’ironia contagiosa, bellissima ma con quell’aria di chi non se la tira per nulla, lontana dai riti e dai ritmi dello star system nostrano. Entrambe capaci di raccontarsi secondo il proprio carattere. «Io nasco in Slovacchia, sì posso dire di essere stata straniera in una terra straniera, ho dovuto adattarmi e rispettare la cultura italiana, prima come persona che come attrice – racconta Barbora Bobulova –. Questa evoluzione mi ha permesso di abbandonare certi ruoli per interpretare personaggi più brillanti, quasi a far mie le abitudini di questo Paese. Dopo 22 anni di vita in Italia posso dire di essermi integrata, ho molte meno difese, meno scheletri rispetto a quando arrivai. I ruoli da attrice ne sono la conseguenza». Una integrazione, nel significato letterale del termine, che mette l’attrice sullo stesso piano di chiunque conosca una nuova cultura.

In parte, anche se su sponde diverse, quella evoluzione che ha portato un potenziale esplosivo, come quello di Carolina Crescentini, ad avere una crescita da antidiva, lontana dal gossip, concentrata su una strada da interprete vera. «Libertà e coraggio, sono queste le parole che preferisco – racconta Carolina –. Quando venni per la prima volta a Tavolara vissi l’esperienza di rimettere in mare una tartaruga che era stata curata dopo essere stata colpita da un’elica. Quando la rimettemmo in acqua, si tuffò, riemerse e in quello sguardo, prima che andasse via nuotando, colsi il senso di libertà».

La diversità di due attrici lontane dagli stereotipi si palesa anche nelle scelte. La Bobulova: «Il ruolo che desidero? In Italia credo sia impossibile, visto che vorrei interpretare un film di fantascienza. Oppure un ruolo alla Kill Bill, o forse una Nikita». La Crescentini. «Il mio sogno è recitare con Paul Thomas Anderson, un regista straordinario. Intanto da settembre sarò la stilista Krizia in un documentario per la televisione che si chiamerà “Le illuminate”, sulla storia di grandi donne». Ruoli, caratteri, vita e passioni.

Nel grande caleidoscopio di emozioni che è il cinema, l’arte spesso sovrappone il personaggio alla persona. Occorrono i festival, in questo caso il festival per eccellenza nello scenario che ha l’isola di Tavolara come protagonista, per ridare spazio all’individualità che va oltre l’interpretazione.

Barbora Bobulova e Carolina Crescentini: sono loro due delle otto attrici che hanno dato viso, voce, corpo e differente versione, ma con univoca intensità, a Valentina Cortese nel film “Diva!” di Francesco Patierno, che ripercorre la carriera e la vita della grande attrice italiana. Poi c’è Tavolara, a unire per pochi momenti i destini, a far condividere sensazioni e buona parte del passato, presente e futuro del cinema italiano. Sempre nel suo modo leggero e anticonformista. «Sono stata qui mi pare con “Cuore sacro” di Ozpetek, mi dispiaceva fossero passati tanti anni senza che fossi tornata in questo luogo meraviglioso – racconta Barbora -. Qui tutto è bellissimo». «Amo Tavolara, sapete che rifuggo dalle frasi fatte ma devo ammettere che questo è il mio festival preferito – confessa la Crescentini –. C’è un’atmosfera speciale, un’aria informale, ci si conosce e frequenta per come siamo, non facendo finta. Noi raccontiamo storie, entriamo nelle vite degli altri, ma è anche bello essere noi stessi».

Dopo “Diva!”, ieri il secondo film proiettato è stato “Dogman” di Matteo Garrone. Pellicola evento della stagione e apprezzato a Cannes, dove Marcello Fonte ha vinto la Palma d’Oro come miglior attore protagonista. «Un film che ho amato, mi ha commosso e turbato», rivela la Crescentini. Perché Tavolara è cinema, a tutto tondo.

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