La Nuova Sardegna

Napoli, Tavolara e il cinema I tanti vizi dei fratelli Gallo

di Giandomenico Mele
Napoli, Tavolara e il cinema I tanti vizi dei fratelli Gallo

Ieri la prima serata sull’isola con un omaggio a una delle più belle città del mondo «Questo posto è un esempio di integrazione tra la natura e l’opera dell’uomo»

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PORTO SAN PAOLO. Le coppie del cinema, le coppie di Tavolara. Il festival ha proposto ieri sera l’ennesima combinazione familiare di talento e amore per lo spettacolo. In questo caso rappresentato dai due fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, che hanno incantato nella prima serata sull’arena naturale dell’isola con un omaggio sentito all’arte napoletana.

Non solo la canzone, ma un viaggio che prende spunto dal loro spettacolo teatrale “Sette vizi napoletani” per raccontare, in maniera passionale, coinvolgente e diretta quelli che sono i vizi di un popolo che vive in una delle città più belle del mondo, bagnata dall’azzurro del mare e baciata (quasi sempre) dal sole. Ma c’è soprattutto la musica, da qui l’omaggio richiamato alla canzone napoletana. Gianfranco Gallo, figlio del grande Nunzio, divenuto icona della fiction televisiva con il ruolo di Don Giuseppe Avitabile, suocero e nemico di Genny Savastano nella fiction Gomorra, racconta una chicca che ha impresso un po’ del sapore di Sardegna anche alla celebrazione della napoletanità. «Una cosa molto bella è stata interpretare una poesia scritta da Totò e musicata da Giuni Russo, dal titolo “ A cchiù bella”, senza dimenticare che proprio Giuni Russo interpretò la colonna sonora del film di Roberto Roberti, il padre di Sergio Leone, dal titolo “Napoli che canta” – racconta Gianfranco, autore dello spettacolo teatrale da cui è stato ispirata l’interpretazione di ieri a Tavolara -. Poi io ho una passione per Piero Marras e la sua musica». «Tavolara? Non c’ero mai stato, ma me ne aveva parlato Gianfranco che venne qui l’anno scorso – racconta il fratello Massimiliano -. Credo questo sia un festival unico nel suo genere. La Sardegna e Tavolara hanno fatto un lavoro eccezionale. Quello che mi colpisce è la perfetta integrazione tra opera dell’uomo e natura, anche l’edilizia rispetta questi delicatissimi equilibrI». Tavolara vuol dire anche ambiente, rispetto di questo ecosistema, in un costante richiamo tra natura e cinema che spesso viene quasi dato per scontato, ma qui è sempre presente. «Questo festival riporta il cinema al suo livello artigianale, senza passerelle – sottolinea Gianfranco Gallo, che sarà protagonista insieme a Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli del nuovo film di Vincenzo Salemme, “Ricchi di fantasia” -. Qui è diverso, ritorni a uno stato essenziale, dimentichi tutto e ti tuffi in un contatto con la realtà». Durante il Festival, infatti, proseguono le iniziative di “Tavolara Lab” dell’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, finanziata dal ministero dell’Ambiente, che rappresenta l’ideale prosecuzione del progetto “Together for Tavolara” e mettono il cittadino al servizio della scienza, con l’obiettivo di partecipare alla salvaguardia dell’ambiente marino.

Poi si ritorna al cinema, in questo caso a un omaggio sentito alla canzone napoletana. «Recitiamo e cantiamo, da Pino Daniele, a Gragnaniello ed Eugenio Bennato – raccontano i fratelli Gallo –. Senza dimenticare di raccontare e rileggere le abitudini e squarci di cultura napoletana attraverso i sette vizi capitali della tradizione partenopea». Questi vizi presentano nomi che, senza spiegazione, sarebbero incomprensibili per chiunque non abiti a Napoli: la bizzuocaria, la vittimismeria, la sfrantummazione, la maschimeschinità, la scassoneria e la gomorra. «La sfrantummazione è quando uno si abbandona senza reagire» spiega Gianfranco. «Ma c’è anche la cazzimma, che a Napoli rappresenta quella furbizia che a volte è anche una virtù» conferma Massimiliano. Lui carriera cinematografica da Ozpetek a Salemme e successo televisivo con la serie de I bastardi di Pizzofalcone. «A settembre inizierà una nuova serie per Rai 1 e partiranno le riprese per un film a novembre – anticipa Massimiliano -. Poi c’è un progetto per un film insieme a mio fratello Gianfranco, una cosa alla quale teniamo moltissimo ma sulla quale preferiamo non sbilanciarci».

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