L’attrice premiata alla Maddalena
Il segreto di Isabella Ragonese: «Recito pensando a Volonté»
Nell’estate del 2008 aveva presentato alla Maddalena il suo primo film da protagonista: “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. Dieci anni dopo torna nell’isola, sempre per il festival “La valigia...
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Nell’estate del 2008 aveva presentato alla Maddalena il suo primo film da protagonista: “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. Dieci anni dopo torna nell’isola, sempre per il festival “La valigia dell’attore” che da oggi a domenica vivrà la quindicesima edizione. E l’occasione è ancora più speciale: ritirare il Premio Gian Maria Volonté all’eccellenza artistica. «Una gioia immensa, per chi fa il mio mestiere ricevere questo premio è davvero qualcosa di indescrivibile. Per il nome che porta, per il significato che racchiude, per le precedenti persone che lo hanno vinto».
Isabella Ragonese è la seconda attrice dopo Jasmine Trinca a ottenere il prestigioso riconoscimento ideato da Felice Laudadio che da quando è approdato nel 2011 alla Maddalena è stato assegnato anche a Luigi Lo Cascio, Fabrizio Gifuni, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Stefano Accorsi, Michele Riondino. La cerimonia è in programma domani sera, alla Fortezza I Colmi, quando sarà anche proiettato “Sole cuore amore” di Daniele Vicari di cui l’attrice è protagonista. Un altro film che affronta problemi del mondo del lavoro, come quello di dieci anni fa (liberamente ispirato al libro “Il mondo deve sapere” di Michela Murgia) dove diretta da Virzì interpretava una neolaureata in filosofia costretta a lavorare in un call center. In “Sole cuore amore” ricopre invece il ruolo di una donna che, con il marito disoccupato, porta avanti la famiglia lavorando in nero come cameriera in un bar così lontano da casa sua da richiedere due ore per raggiungerlo con i mezzi pubblici. «Un film per me importantissimo – sottolinea Ragonese – che mi ha portato a fare delle cose che pensavo di non essere capace di fare. Mi ha spinto a spostare il traguardo più in là. Come faceva Volonté. Un interprete che ha sempre spostato il punto di arrivo più avanti, che non si è mai adagiato. È l’esempio massimo di una tipologia di attore che non si sente mai arrivato, cerca sempre, mette tutto in forse».
Un gigante della recitazione che ha regalato sempre interpretazioni straordinarie. La prima che l’attrice vuole ricordare quella in “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri. «Penso di sapere a memoria le battute del film, da quante volte l’ho visto. Quel personaggio rappresenta la sintesi perfetta del lavoro di un attore che riesce a fare qualcosa di raffinato, ma allo stesso tempo popolare nel senso più bello del termine. Che arriva a tutti, tanto da diventare iconico. Ma ricordo anche le visioni in famiglia, quando passavano in tv, dei western di Sergio Leone». Ricordi che caricano ancora di maggiore significato la conquista del premio Volonté.
Isabella Ragonese è la seconda attrice dopo Jasmine Trinca a ottenere il prestigioso riconoscimento ideato da Felice Laudadio che da quando è approdato nel 2011 alla Maddalena è stato assegnato anche a Luigi Lo Cascio, Fabrizio Gifuni, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Stefano Accorsi, Michele Riondino. La cerimonia è in programma domani sera, alla Fortezza I Colmi, quando sarà anche proiettato “Sole cuore amore” di Daniele Vicari di cui l’attrice è protagonista. Un altro film che affronta problemi del mondo del lavoro, come quello di dieci anni fa (liberamente ispirato al libro “Il mondo deve sapere” di Michela Murgia) dove diretta da Virzì interpretava una neolaureata in filosofia costretta a lavorare in un call center. In “Sole cuore amore” ricopre invece il ruolo di una donna che, con il marito disoccupato, porta avanti la famiglia lavorando in nero come cameriera in un bar così lontano da casa sua da richiedere due ore per raggiungerlo con i mezzi pubblici. «Un film per me importantissimo – sottolinea Ragonese – che mi ha portato a fare delle cose che pensavo di non essere capace di fare. Mi ha spinto a spostare il traguardo più in là. Come faceva Volonté. Un interprete che ha sempre spostato il punto di arrivo più avanti, che non si è mai adagiato. È l’esempio massimo di una tipologia di attore che non si sente mai arrivato, cerca sempre, mette tutto in forse».
Un gigante della recitazione che ha regalato sempre interpretazioni straordinarie. La prima che l’attrice vuole ricordare quella in “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri. «Penso di sapere a memoria le battute del film, da quante volte l’ho visto. Quel personaggio rappresenta la sintesi perfetta del lavoro di un attore che riesce a fare qualcosa di raffinato, ma allo stesso tempo popolare nel senso più bello del termine. Che arriva a tutti, tanto da diventare iconico. Ma ricordo anche le visioni in famiglia, quando passavano in tv, dei western di Sergio Leone». Ricordi che caricano ancora di maggiore significato la conquista del premio Volonté.
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