Il mondo di Brigaglia Sessant’anni con i libri
di Costantino Cossu
Domani il volume scritto da Tola e Ruju apre la rassegna
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SASSARI. «Ho fatto, tra il 2003 e il 2014, varie collane di libri da vendere in edicola a scadenza settimanale. I titoli sono in tutto 180, raggruppati sotto la sigla “Biblioteca della Nuova Sardegna”». Racconta anche della sua lunga e fruttuosa collaborazione editoriale con il nostro giornale, Manlio Brigaglia, nel volume intervista curato da Salvatore Tola e da Sandro Ruju “Tutti i libri che ho fatto” (206 pagine, 20 euro) appena pubblicato dalla casa editrice Mediando. Una collaborazione che ha spaziato dalla letteratura alla storia, dall’archeologia alla memorialistica. Sempre con un ottimo successo di pubblico.
Il libro, che domani sera viene presentato a Sassari in apertura del programma del festival Sulla terra leggeri, illustra per la prima volta in maniera organica una delle diverse attività in cui Brigaglia, nel corso di sessant’anni di lavoro instancabile, ha speso la sua intelligenza: quella di editor, di facitore di libri. Sono talmente tante le imprese alle quali Brigaglia ha lavorato che risulta difficile citarle tutte. Tra le più importanti i tre volumi dell’Enciclopedia “La Sardegna” pubblicati tra il 1982 e il 1988 dalle Edizioni Della Torre, curati insieme con una squadra della quale facevano parte Antonello Mattone, Guido Melis, Giuseppina Fois, Eugenia Tognotti e Susy Lella, coordinati da Salvatore Tola. Ma non va dimenticata l’edizione italiana di “Pastori e contadini in Sardegna”, il monumentale lavoro del geografo Maurice Le Lannou. Il volume fu scritto tra il 1932 e il 1937, e costò all’autore alcune settimane di carcere fascista, per avere lo studioso francese scattato alcune foto a uno dei bunker che il regime mussoliniano stava costruendo lungo le coste dell’Oristanese. E ancora, la riedizione di “Sassari” di Enrico Costa curata per l’editore Gallizzi, realizzata in tempi lunghissimi tra il 1959 e il 1976. Ma sono soltanto tre punte di un iceberg immenso, che il lettore del libro pubblicato da Mediando potrà ammirare in tutta la sua stupefacente mole.
Tola e Ruju vanno poi oltre i confini del mondo dell’editoria e interrogano Brigaglia anche sulla sua attività di facitore di riviste e di collaboratore di diverse testate giornalistiche. Si ritrova allora tra le pagine del libro il rapporto di Brigaglia con Antonio Pigliaru, in particolare negli anni della seconda serie della rivista Ichnusa. E la collaborazione con Il democratico, la testata della sinistra democristiana negli anni che precedettero l’avvento del primo centrosinistra. E il ricordo di Alberto Rodriguez, a lungo responsabile delle pagine culturali dell’Unione sarda con le quali Brigaglia ha collaborato per molti anni. E l’esperienza del Lunedì della Sardegna, settimanale nato per contrastare il monopolio del petroliere Nino Rovelli sulla stampa sarda. E tanto, tantissimo altro. Tutto, sempre, animato dalla passione civile e dalla vocazione pedagogico-divulgativa che facevano di Brigaglia un intellettuale mai distaccato dalla realtà, sempre in sintonia con i movimenti profondi del tempo che gli è stato dato di vivere.
Il libro, che domani sera viene presentato a Sassari in apertura del programma del festival Sulla terra leggeri, illustra per la prima volta in maniera organica una delle diverse attività in cui Brigaglia, nel corso di sessant’anni di lavoro instancabile, ha speso la sua intelligenza: quella di editor, di facitore di libri. Sono talmente tante le imprese alle quali Brigaglia ha lavorato che risulta difficile citarle tutte. Tra le più importanti i tre volumi dell’Enciclopedia “La Sardegna” pubblicati tra il 1982 e il 1988 dalle Edizioni Della Torre, curati insieme con una squadra della quale facevano parte Antonello Mattone, Guido Melis, Giuseppina Fois, Eugenia Tognotti e Susy Lella, coordinati da Salvatore Tola. Ma non va dimenticata l’edizione italiana di “Pastori e contadini in Sardegna”, il monumentale lavoro del geografo Maurice Le Lannou. Il volume fu scritto tra il 1932 e il 1937, e costò all’autore alcune settimane di carcere fascista, per avere lo studioso francese scattato alcune foto a uno dei bunker che il regime mussoliniano stava costruendo lungo le coste dell’Oristanese. E ancora, la riedizione di “Sassari” di Enrico Costa curata per l’editore Gallizzi, realizzata in tempi lunghissimi tra il 1959 e il 1976. Ma sono soltanto tre punte di un iceberg immenso, che il lettore del libro pubblicato da Mediando potrà ammirare in tutta la sua stupefacente mole.
Tola e Ruju vanno poi oltre i confini del mondo dell’editoria e interrogano Brigaglia anche sulla sua attività di facitore di riviste e di collaboratore di diverse testate giornalistiche. Si ritrova allora tra le pagine del libro il rapporto di Brigaglia con Antonio Pigliaru, in particolare negli anni della seconda serie della rivista Ichnusa. E la collaborazione con Il democratico, la testata della sinistra democristiana negli anni che precedettero l’avvento del primo centrosinistra. E il ricordo di Alberto Rodriguez, a lungo responsabile delle pagine culturali dell’Unione sarda con le quali Brigaglia ha collaborato per molti anni. E l’esperienza del Lunedì della Sardegna, settimanale nato per contrastare il monopolio del petroliere Nino Rovelli sulla stampa sarda. E tanto, tantissimo altro. Tutto, sempre, animato dalla passione civile e dalla vocazione pedagogico-divulgativa che facevano di Brigaglia un intellettuale mai distaccato dalla realtà, sempre in sintonia con i movimenti profondi del tempo che gli è stato dato di vivere.
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