La Nuova Sardegna

Perez e Gurtu chiudono Musica sulle Bocche

di Andrea Musio
Perez e Gurtu chiudono Musica sulle Bocche

A Santa Teresa il live del pianista e il concerto del percussionista con Favata, Peghin e Maiore

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SANTA TERESA. E' calato il sipario, ieri sera, sulla diciottesima edizione del festival jazz internazionale Musica sulle bocche. Quattro giorni, da giovedì, con un cartellone fitto di appuntamenti che ha raggiunto il culmine nelle serate di ieri e sabato, rispettivamente con la formazione capitanata da Enzo Favata ad ospitare il percussionista indiano Trilok Gurtu e la performance del pianista panamense Danilo Perez. Una partecipazione da lungo attesa, quella di Perez, musicista, compositore, attivista ed educatore, a Santa Teresa Gallura per il festival allestito da Jana Project, unica data estiva in Europa che lo ha impegnato in un lungo viaggio, direttamente da Panama, per sbarcare «in una terra di scambio e condivisione che mi ricorda il mio paese, fondamentale per la mia visione della musica ed in generale del mio modo di vivere», come ha dichiarato poco prima della sua esibizione nel cineteatro Mandela.

Inizialmente annunciato in Trio, insieme a Ben Street e Nate Winn, l'esibizione ha regalato diverse sorprese. L'allargamento a Quartetto prima con l'ingresso sul palco della sassofonista Patricia Perez e l'invito successivo, come special guest, del direttore artistico di Musica sulle Bocche, per un toccante tributo a Thelonius Monk e le sue dissonanze che ben rappresentano lo stile di Perez per legare il “passing through”, ovvero gli interscambi della vita vita reale al “passing tones” come concezione musicale. Una performance complessa in cui la cifra stilistica dei singoli componenti viene sempre messa in risalto. Leader generoso, lascia ampio spazio per pirotecnici soli del batterista Winn così come all'ipnotico contrabbasso di Street. Una lista di brani che nasce sul momento e si lascia guidare dall'umore e dall'energia assorbita durante la sua permanenza in Gallura. Giusto per citarne alcuni: una parte della “Suite for the Americas”, prende in prestito, e lo rivisita, il tema principale del film di Sergio Leone “C'era una volta in America”, musica composta da Morricone. Una performance che non ha mancato di emozionare.

Un viaggio che parte dalla Sardegna per approdare in terre lontane nel set di Favata, insieme agli inseparabili Salvatore Maiore al contrabbasso e il chitarrista Marcello Peghin e con la special guest Trilok Gurtu che ha trovato spazio anche per una esibizione in solo fra le percussioni, la batteria, la voce. Si passa per l'America del Nord per attraversare l'India e toccare la Cina. Un'esibizione perfettamente bilanciata fra l'improvvisazione e le composizioni dei singoli musicisti e preparata ad hoc unicamente per Musica sulle Bocche. “Folder hands” di Favata, “Beacup” di Gurtu ed ancora “Milonga del sol” e la trascinante “China blues” fra il jazz, la musica orientale ed il blues, generi toccati in maniera trasversale in un solo brano.

Notevoli le proiezioni video “I'm let”, realizzate dal vivo, ad opera di Massimo Dasara, che hanno accompagnato le performance serali dell'intero festival fra la facciata della chiesa Santa Lucia e le basse case dell'antico borgo dei pescatori. Video proiezioni ad ampio raggio tale da impegnare la vista dell'ascoltatore (e dello spettatore in questo caso) senza perdere di vista l'esibizione sul palco principale. Da segnalare la toccante esibizione della giovane pianista catalana Clara Peya nel concerto all'alba sulla spiaggia della Rena Bianca in cui ha eseguito i brani contenuti nel suo cd “Oceanes” dedicato alla figura della donna e all'acqua, entrambe portatrici di vita e sostentamento.

Il festival ha chiuso, per il quarto anno consecutivo con il Msb Fringe dedicato ai giovani talenti musicali che, dopo un'attenta selezione ha portato sotto i riflettori il progetto blues rock di Roberto Puleo, il quartetto del sassofonista Daniele “Danyart” Ricciu, e il quartetto Spooks. “Siamo in un territorio in cui il vento ha sempre l'ultima parola” ha spiegato il direttore artistico a riguardo dello spostamento dei concerti dalla Piazza Santa Lucia al teatro, così come l'annunciato concerto al tramonto nello scenario incantevole del faro di Capotesta.

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