La Nuova Sardegna

L’arte invade la città vecchia

di Roberta Sanna

A Cagliari “A-Mare/Marea” di Fabio Marceddu e Milena Agus

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CAGLIARI. Saranno le sinergie tra teatro e valorizzazione di luoghi di particolare interesse storico-artistico, nel caso specifico tra Cedac e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, a portare venerdì a Villa Pollini – sede della Soprintendenza – il debutto dello spettacolo “A-Mare/Marea”.

Un progetto firmato e interpretato da Fabio Marceddu che vede la partecipazione straordinaria della scrittrice Milena Agus, che è anche autrice del prologo e dell’epilogo dello spettacolo, si inserisce nel più ampio progetto annunciato ieri dalla Sovrintendente Maura Picciau e Valeria Ciabattoni del Cedac fra le architetture neoclassiche e i giardini di Villa Pollini, che diverranno scenografia per performances, concerti e progetti artistici originali, con una programmazione di eventi che faranno conoscere al pubblico anche gli spazi museali ed espositivi. «Anche se con stili diversi io e Fabio parliamo di perdenti che alla fine hanno una loro riscossa» ha detto Milena Agus, spiegando come la lettura del testo proposto da Marceddu, suo amico e sodale da tempo, le abbia letteralmente “preso la mano” fino a trasformare quella che doveva essere una presentazione in un vero e proprio apporto allo spettacolo, con un prologo ed un epilogo che saranno interpretati dall’attrice Tiziana Pani accompagnata dalle musiche jazz di Alberto Pibiri. Perdenti, umanità emarginata che Fabio Marceddu incontra nel quartiere “Saintropez” dal nome del bar che dava il nome ad un lembo di Is Mirrionis di fronte a Monte Claro. «Un rione al limite, che ora non esiste più in quella forma, un eden perduto popolare con i suoi personaggi – spiega Marceddu – attraverso i quali “raccontiamo anche il percorso della Cagliari dagli anni Sessanta ad oggi».

Un primo studio, aggiunge l’autore e attore, che verrà concluso da un canto in latino - tratto da scrittori latini a cavallo dei primi secoli avanti e dopo Cristo – composto da Antonello Murgia, autore delle musiche originali dello spettacolo e della regia - un canto dal titolo “Esodo” interpretato da Marceddu e dalla cantante Cristiana Cocco, che parla di un disastro annunciato e in cui sono vive forti similitudini con le spinte emigratorie attuali.

Questo finale preannuncia così la seconda parte del progetto, che sarà presentata in un secondo momento e parlerà del percorso della città nel futuro.

“A-Mare/Marea”, che è una nuova produzione del Teatro dallarmadio, vuole dunque essere una narrazione che parte dagli ultimi per ritrovare il senso più profondo dell'esistenza – e in una sorta di calembour “confonde” deliberatamente e lascia vagare il pensiero tra l'immagine della distesa d'acqua, placida e inquieta che circonda le Isole e separa i continenti con il “verbo” che «move il sole e l'altre stelle» - espressione sublime del divino volere.



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