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Tra le file dei violini anche Fabrizio Carboni

Per “La Notte di Andrea Bocelli” è stato approntato un allestimento imponente, 400 artisti in scena hanno indossato oltre mille costumi messi a punto da un nutrito staff di sarti e costumisti. Ogni...

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Per “La Notte di Andrea Bocelli” è stato approntato un allestimento imponente, 400 artisti in scena hanno indossato oltre mille costumi messi a punto da un nutrito staff di sarti e costumisti. Ogni cambio di scena e d’abito ha messo in atto un autentico spiegamento di forze nel back stage dell’Arena. Truccatori, sarti, macchinisti e maestranze varie hanno dovuto fare i conti in questa occasione anche con i ritmi e le esigenze imposte dalle riprese televisive. Presentato da Milly Carlucci l’evento è stato supportato dal coro della Fondazione Arena di Verona e della sua orchestra che mette insieme circa 90 elementi. Tra i 51 archi della formazione Arenaria anche un violinista sassarese, Fabrizio Carboni che ,dopo un’audizione conclusasi con successo, si è ritrovato catapultato in un’esperienza fuori dal comune. «È sempre emozionante suonare in un grande teatro ma l’Arena di Verona ha un impatto ancora più potente non solo sugli spettatori ma anche su chi come me è chiamato ad esibirsi in questo spazio unico al mondo. Chi fa parte di un’orchestra sa che il suo compito è quello di riuscire a diventare parte di un tutto, di dare il proprio apporto a un progetto condiviso. Il piacere di suonare insieme diventa energia, è difficile da spiegare ma per riuscirci bisogna saper guardare: direttore, spalla, violini ed essere in sintonia con gli altri musicisti in buca. In questo periodo parte dell’organico dell’Arena è impegnato in produzioni all’estero per questo sono stato chiamato a coprire questo incarico e ho cercato di dare il meglio di me aiutato da una bellissima accoglienza da parte dei colleghi». Impegnato nella stagione musicale di Trapani, Carboni ha raggiunto Verona per partecipare alle prove del concerto. «Arrivare in teatro alle prove e vedere l’Arena completamente vuota - conclude Carboni - solo noi musicisti e la musica in uno spazio enorme, questo è un ricordo che porterò sempre con me. In contrasto un altro ricordo l’ingresso in un’ Arena gremita di pubblico. L’applauso arriva come un suono mai sentito prima anche i colleghi che fanno parte dell’orchestra da tempo mi hanno detto che è un’emozione a cui non ci si abitua, mai. La serata è stata registrata ed è andata in onda con un montaggio che inseriva anche scene riprese dall’alto che rendevano tutto ancora più spettacolare. Ma posso garantire che essere dentro questa macchina perfetta è davvero entusiasmante. Anche Morgan Freeman in una dichiarazione, che forse è stata tagliata nella versione televisiva, diceva di essere stupito dai rapidi cambi scena e da tutto l’insieme, insomma l’Arena di Verona fa sempre colpo, su tutti e anche su chi è abituato ai ritmi hollywoodiani».

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