Parata di vip per i premi Emmy
di Francesca Scorcucchi
Tra i favoriti “ The Handmaid's Tale”, “The Americans” e “ The Crown”
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LOS ANGELES. A poche ore dalla cerimonia degli Emmy, in programma nella notte tra oggi e martedì, Hollywood è in fermento come di solito accade solo nella settimana degli Oscar. Il fatto è che ormai non c'è più gerarchia fra cinema e televisione e così i premi che incoronano il meglio del piccolo schermo sono diventati importanti almeno quanto quelli assegnati per il cinema. Chi vincerà questa edizione degli Emmy? I titoli della categoria miglior dramma sono tutti potenziali numeri uno: “The Americans” (Fox), alla sua quinta e ultima stagione, racconto dell’America della Guerra Fredda, “The Crown” di Netflix, altrettanto accurato racconto della vita della Regina Elisabetta II d’Inghilterra, il popolarissimo fantasy “Il trono di spade” (HBO in Italia su Sky), la favola distopica di “The Handmaid’s Tale” (Hulu/Tim Vision), il sentimentale This is Us in Italia trasmesso da Fox e “Stranger Things” (Netflix).
A parità di qualità, forse a fare la differenza sarà la stagione corrente. Se “Il Trono di Spade” è già quasi stata confinata in un angolo recondito della debole memoria hollywoodiana, forse a vincere quest’anno sarà “The Handmaid’s Tale”, che piace soprattutto per il suo essere puntellata di riferimenti all’America di Trump. Così, anche se la statuetta, dicono i critici, dovrebbe andare alla stagione finale di “The Americans” a vincere sarà probabilmente la favola distopica che vede protagonista Elisabeth Moss, candidata fra le migliori attrici drammatiche insieme a Claire Foy, che interpreta la regina Elisabetta in “The Crown”, Tatiana Maslany, per “Orphan Black”, Sandra Oh per “Killing Eve”, Keri Russell, spia russa in “The Americans” e Evan Rachel Wood, androide con sentimenti in “Westworld”. La declinazione al maschile della stessa categoria è composta da Jason Bateman per “Ozark” Milo Ventimiglia e Sterling K. Brown padre e figlio adottivo in “This Is Us” Ed Harris e Jeffrey Wright per “Westworld” e il probabile vincitore, Matthew Rhys per “The Americans”. Competizione tirata anche per le commedie. A concorre saranno tre prodotti delle piattaforme digitali: “La fantastica signora Maisel” di Amazon e “Glow e Unbreakable Kimmy Schmidt” prodotti da Netflix e tre prodotti HBO: “Silicon Valley”, “Curb Your Enthusiasm” e “Barry”, oltre all’innovativo “Atlanta” e - a dimostrazione dei tempi che cambiano - ad un unico prodotto della tv tradizionale: “Black-ish” di ABC. Fra le miniserie, buone possibilità di vittoria sono riposte in American Crime Story “L'assassinio di Gianni Versace”.
A parità di qualità, forse a fare la differenza sarà la stagione corrente. Se “Il Trono di Spade” è già quasi stata confinata in un angolo recondito della debole memoria hollywoodiana, forse a vincere quest’anno sarà “The Handmaid’s Tale”, che piace soprattutto per il suo essere puntellata di riferimenti all’America di Trump. Così, anche se la statuetta, dicono i critici, dovrebbe andare alla stagione finale di “The Americans” a vincere sarà probabilmente la favola distopica che vede protagonista Elisabeth Moss, candidata fra le migliori attrici drammatiche insieme a Claire Foy, che interpreta la regina Elisabetta in “The Crown”, Tatiana Maslany, per “Orphan Black”, Sandra Oh per “Killing Eve”, Keri Russell, spia russa in “The Americans” e Evan Rachel Wood, androide con sentimenti in “Westworld”. La declinazione al maschile della stessa categoria è composta da Jason Bateman per “Ozark” Milo Ventimiglia e Sterling K. Brown padre e figlio adottivo in “This Is Us” Ed Harris e Jeffrey Wright per “Westworld” e il probabile vincitore, Matthew Rhys per “The Americans”. Competizione tirata anche per le commedie. A concorre saranno tre prodotti delle piattaforme digitali: “La fantastica signora Maisel” di Amazon e “Glow e Unbreakable Kimmy Schmidt” prodotti da Netflix e tre prodotti HBO: “Silicon Valley”, “Curb Your Enthusiasm” e “Barry”, oltre all’innovativo “Atlanta” e - a dimostrazione dei tempi che cambiano - ad un unico prodotto della tv tradizionale: “Black-ish” di ABC. Fra le miniserie, buone possibilità di vittoria sono riposte in American Crime Story “L'assassinio di Gianni Versace”.
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