Il ferro diventa arte: le magie di Roberto Ziranu

Vele, corpetti femminili e persino dipinti: le opere dell'artigiano di Orani con bottega a Nuoro

Il fabbro che plasma, piega e lavora il ferro fino a trasformarlo in vere e proprie opere d’arte. Roberto Ziranu, 50 anni, oranese, ultimo della dinastia Ziranu, fabbri da generazioni, si racconta ora che le sue vele poggiate su rami nodosi di ginepro hanno preso il largo approdando in diversi porti del mondo; i suoi corpetti femminili, omaggio a tutte le donne, conquistato un pubblico sempre più vasto così come i suoi quadri “dipinti” con la fiamma. La sua è una storia partita dal piccolo centro della Barbagia famoso per le miniere di talco ma ancor di più per aver dato i natali al grande Costantino Nivola.

Tradizione di famiglia


«Quando a 19 anni decisi di non completare gli studi tornai a casa, in bottega, a imparare il lavoro di mio padre. Fabbro come mio nonno. Nella via principale del paese – racconta oggi Roberto Ziranu, nella sua bottega in via Limbara a Nuoro, città di adozione – era un susseguirsi di attività artigianali. Nessuna però portava un’insegna. Quando, dopo due anni di lavoro gomito a gomito con mio padre decisi di aprire il mio laboratorio, partendo dal nulla, la prima cosa che feci fu quella di appendere un’insegna rigorosamente in ferro battuto e finemente dipinta a mano, con su scritto il mio nome. Avevo la necessità di distinguermi dagli altri Ziranu, forse proprio perché l’ultimo, il più giovane di una grande famiglia».

Fu allora che Roberto Ziranu partì e iniziò la sua carriere di fabbro. In breve tempo, con la sua maestria conquistò tutti facendosi notare anche a Porto Cervo. Il laboratorio di via Limbara a Nuoro conserva tanto della piccola bottega di Corso Italia a Orani.

Vecchi strumenti

Il grande tavolo in ferro al centro della stanza porta i segni delle infinite martellate sugli oggetti che pian piano prendono forma fino a diventare eleganti ringhiere, imponenti cancelli ma anche piatti, cambales, corpetti e vele, ultime creazioni dell’artigiano/artista. Ma il cuore pulsante della bottega è racchiuso in un angolo, sotto un arco in pietra: un piccolo spazio all’ingresso del laboratorio dove trova posto una forgia a carbone, un’incudine e pochi altri strumenti oggi usati per lo più per dare dimostrazione del “vecchio” lavoro.

Roberto Ziranu si mette all’opera mentre un gioco luminoso di scintille dà vita a una danza di colori fino a diventare di un rosso intenso. Il fabbro affonda tra le braci ardenti un’asta di ferro che in pochi minuti diventa incandescente, pronta per essere lavorata.

Arrivano i primi rintocchi. L’artigiano con pesanti martellate picchia sulla lastra che si lascia modellare su un incudine dall’aspetto vissuto. Il ferro prende forma sotto l’abile mano dell’uomo che riprende poi a raccontarsi. «Come da ragazzo ho sempre cercato di uscire dagli schemi, oggi che ho trent’anni di lavoro alle spalle posso dire di essere uscito dalla forma. Ho scoperto che il ferro non si fa solo forgiare ma anche plasmare. La bellezza la si può ricevere non solo infliggendo sulla materia pesanti martellate ma anche solo “accarezzandola”».

Provare e riprovare

È quello che fa l’artigiano oranese che in pochi istanti riesce a creare da una lastra tondeggiante un piatto “dipinto” con il cannello. «È la parte più bella, la più emozionante – aggiunge Ziranu – perché anche da un pezzo di ferro anonimo, come per magia riesci a far uscire una vasta gamma di colori. Il segreto sta nel dosare bene l’ossigeno e il gas, togliendo prima l’umidità dalla lastra. Come per tutte le cose occorre provare e riprovare per riuscire ad ottenere ciò che si vuole. Per esempio – aggiunge orgoglioso il fabbro oranese – negli ultimi lavori ho deciso di lasciare impresse le mie impronte. Un tocco in più che attribuisce all’opera un valore aggiunto».

Materia povera

Così, quella materia “povera”, il ferro che l’artigiano oranese lavora da quando era bambino e vide trasformarsi sotto le mani di suo padre e ancora prima di suo nonno, con lui ha iniziato a prendere colore nei quadri che solo a guardarli ti risucchiano e ti buttano dentro. Lastre di ferro che con la fiamma assumono sfumature che neppure il pennello a volte riesce a riprodurre. Una magia di colori che con maestria vanno ad animare grattacieli, piatti oppure icone femminili, segno di una maternità sacra che nelle opere di Ziranu è sempre presente.

Poi i corpetti da donna impreziositi con nastrini di velluto variopinto e gli straordinari “cambales” omaggio alla Sardegna pastorale.

Roberto Ziranu che in bottega ha sempre lavorato da solo, da dieci anni ha introdotto nella tradizionale attività artigianale ereditata dalla sua famiglia, la vena artistica che gli ha dato tanto. Dal 2005 iniziò con i primi piatti neri e nel 2008, in occasione dell’alluvione di Capoterra, realizzò la sua prima vela. In tutti questi anni però l’artigiano di opere d’arte ne ha realizzate tante. Uniche e tutte diverse tra loro.

La forza dell’istinto

«Di arte si può vivere bene – prosegue il fabbro oranese – Ciò che conta è non smettere di creare e riuscire a regalare emozioni. Questo è il decimo anno che realizzo opere artistiche oltre agli altri lavori che mi vengono richiesti, e posso dire che dal punto di vista economico questo tipo di attività mi ha dato e continua a darmi grandi soddisfazioni. Io ho deciso di osare e di seguire il mio istinto.

«Esattamente ciò che dico ai miei due figli, Angelo ed Elisa: è importante studiare seguendo però le proprie attitudini. Nella vita occorre sudare e fare sacrifici se si vuole arrivare. Nonostante oggi possa dire di sentirmi realizzato, corro più di prima. Ho ancora bisogno di vivere grandi emozioni. Questo lavoro – aggiunge Ziranu – per me, come penso per tutti i miei colleghi, non è altro che la ricerca continua della perfezione. Che non si raggiunge mai, nonostante i riconoscimenti che si possono ricevere».

Legami di raso

Certo è che davanti alle sue opere non si può che rimanere a bocca spalancata. Eleganza, bellezza, raffinatezza, cultura e lavoro, ma anche affetto, nostalgia e senso di appartenenza.

Le opere di Roberto Ziranu evocano i valori e il profondo sentire della Sardegna. Lui, fabbro e artista, riesce a incidere nel ferro trame ogni volta nuove, impreziosite da legami di raso e varietà di colori. Opere essenziali, nate dall’abbinamento di materiali antichi ed eterni che ogni volta riescono a dare forma ai sogni.
 

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