La Nuova Sardegna

Più colpite le donne 

Malattie reumatiche per 5,5 milioni di italiani

Malattie reumatiche per 5,5 milioni di italiani

Sono cinque milioni e mezzo gli italiani che hanno patologie reumatiche dell'apparato locomotore e che si rivolgono al medico almeno una volta l'anno per queste problematiche. A cui aggiungere due...

2 MINUTI DI LETTURA





Sono cinque milioni e mezzo gli italiani che hanno patologie reumatiche dell'apparato locomotore e che si rivolgono al medico almeno una volta l'anno per queste problematiche. A cui aggiungere due milioni di fibromialgici «che premono alle porte del ministero della Salute per avere riconosciute le esenzioni, e poi anche l'osteoporosi che è in crescita chiaramente legata all'invecchiamento: sono 3-4 milioni i pazienti con osteoporosi a rischio frattura». A tracciare il quadro è Mauro Galeazzi, presidente della Sir, Società italiana di reumatologia, che in occasione del World Arthritis Day, la giornata mondiale delle malattie reumatiche che si è celebrata il 12 ottobre, ha evidenziato che «l'Organizzazione mondiale della sanità riconosce le malattie reumatiche come prima causa di dolore e disabilità in Europa. Parliamo di grossi numeri e di grosse prese dirette e indirette, anche quelle cosiddette intangibili a carico di pazienti e familiari». Per la diagnosi – spiega il presidente Sir – si può agire nell'85% a livello periferico ambulatoriale, con una diagnosi clinica di un reumatologo, mentre il 15%, soprattutto giovani e in particolare 20mila bambini con patologie reumatiche infiammatorie croniche o autoimmuni, «hanno bisogno di ambienti ospedalieri per la diagnosi, anche di approcci un po’ più sofisticati dal punto di vista del laboratorio e delle immagini».

Patologie che affliggono in particolare la popolazione femminile: nei mesi scorsi – in occasione della firma del protocollo di collaborazione sulla medicina di genere siglato tra la Società italiana di reumatologia e l'Istituto Superiore di Sanità – la Sir aveva rilevato che le malattie reumatiche interessano più di 3 milioni e mezzo di italiane. «Solo l’artrite reumatoide – aveva sottolineato Angela Tincani, referente Sir del progetto – colpisce tre volte di più le donne rispetto agli uomini». È quindi necessario, secondo Tincani, «avviare nuovi percorsi di ricerca che avranno lo scopo di valutare se e come la risposta di un farmaco possa essere influenzata dal genere del paziente. Va quindi valutata attentamente la scelta delle terapie e, quando possibile, vanno privilegiate quelle che consentono di avere una normale vita familiare. Informazioni che devono essere condivise dal medico di famiglia e un po' da tutti perché la paziente non sia costretta a sentire pareri diversi che sono spesso fonti di dubbi e incertezza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative