stasera a palazzo di città
Sentimenti e note nel corso dei secoli
“Trobar amor”: da Guido Cavalcanti a De André, Brassens e Battiato
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SASSARI. Dalle composizioni del poeta trovatore Guglielmo D'aquitania ai sonetti di Guido Cavalcanti per arrivare a George Brassens, De André e Franco Battiato. Va in scena oggi alle 21 al Palazzo di città “Trobar amor: canzoni d'amore dei troubadour antichi e moderni”. In questo progetto inserito all'interno della rassegna “Un concetto un'idea” l'ensemble Laborintus proporrà al pubblico un repertorio di musiche antiche. Nel corso della serata si potranno gustare in particolare canti e testi dedicati all'amor cortese dell’area provenzale-occitana nell’epoca dei troubadour.
«Negli anni ’90 avevamo già fatto dei concerti che comprendevano musica molto antica – dice Angelo Vargiu di Laborintus – come i "Carmina Burana” e “In Taberna”. Avevamo lavorato su musiche composte in un arco temporale che andava dal 1200 fino a brani rinascimentali e il canto era accompagnato da strumenti della tradizione colta antica, ma anche da altri tipici della musica sarda. Dopo tanti anni abbiamo voluto riprendere il repertorio antico in particolare quello dei canti e testi dedicati all'amor cortese. Abbiamo provato a vestire questi canti, antichi e moderni, in modo ancor meno filologico, cioè usando strumenti e sonorità che ricordano la musica pop-rock, con chitarra elettrica e basso molto lontani dagli antichi liuti, un clarinetto con effetti e una tastiera con sonorità cangianti». Sul palco Ignazio Chessa (voce recitante), Antonio Pitzoi (chitarra), Angelo Vargiu (clarinetto), Simone Sassu (tastiera), Lorenzo Sabattini (basso), Andrea Lubino (percussioni), Claudio Gabriel Sanna (mandola e voce).(m.d.m.)
«Negli anni ’90 avevamo già fatto dei concerti che comprendevano musica molto antica – dice Angelo Vargiu di Laborintus – come i "Carmina Burana” e “In Taberna”. Avevamo lavorato su musiche composte in un arco temporale che andava dal 1200 fino a brani rinascimentali e il canto era accompagnato da strumenti della tradizione colta antica, ma anche da altri tipici della musica sarda. Dopo tanti anni abbiamo voluto riprendere il repertorio antico in particolare quello dei canti e testi dedicati all'amor cortese. Abbiamo provato a vestire questi canti, antichi e moderni, in modo ancor meno filologico, cioè usando strumenti e sonorità che ricordano la musica pop-rock, con chitarra elettrica e basso molto lontani dagli antichi liuti, un clarinetto con effetti e una tastiera con sonorità cangianti». Sul palco Ignazio Chessa (voce recitante), Antonio Pitzoi (chitarra), Angelo Vargiu (clarinetto), Simone Sassu (tastiera), Lorenzo Sabattini (basso), Andrea Lubino (percussioni), Claudio Gabriel Sanna (mandola e voce).(m.d.m.)
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