A Rebibbia “La stoffa dei sogni”
Non solo per la prima di “Il flauto magico di Piazza Vittorio”. Gianfranco Cabiddu è protagonista a Roma anche con un altro appuntanento. La proiezione speciale del suo precedente film, “La stoffa...
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Non solo per la prima di “Il flauto magico di Piazza Vittorio”. Gianfranco Cabiddu è protagonista a Roma anche con un altro appuntanento. La proiezione speciale del suo precedente film, “La stoffa dei sogni”, in carcere. Un film girato all’Asinara che ha riscosso un grandissimo successo.
Anche in questa edizione la Festa del Cinema entra a Rebibbia per abbattere simbolicamente le barriere tra città e casa circondariale. Tre film in programma tra i quali, proprio oggi, il lungometraggio girato tutto all’Asinara e ispirato a “L'arte della commedia” di Eduardo De Filippo e alla sua traduzione dell'opera di William Shakesperare “La tempesta”. Un film molto sentito dal regista sardo anche perché si riallaccia a un’esperienza personale vissuta da ragazzoproprio al fianco di De Filippo. «Questa proiezione nel carcere – racconta Cabiddu a Roma – è per me molto emozionante, perché la compagnia di Rebibbia anni fa mise in scena anche “La tempesta” nella versione diEduardo De Filippo e io fui invitato allora sempre da Fabio Cavalli che guida la compagnia dei detenuti. Ricordo nel finale la canzone di Calibano cantata da Eduardo De Filippo che fa anche da titoli di coda del mio film».
Un’altra bella iniziativa legata a “La stoffa dei sogni” che, anticipa ancora Gianfranco Cabiddu, diventerà molto presto anche un’opera teatrale grazie a un esperimento di un’altra compagnia di detenuti, questa volta quella di stanza del carcere Marassi di Genova. (f.c)
Anche in questa edizione la Festa del Cinema entra a Rebibbia per abbattere simbolicamente le barriere tra città e casa circondariale. Tre film in programma tra i quali, proprio oggi, il lungometraggio girato tutto all’Asinara e ispirato a “L'arte della commedia” di Eduardo De Filippo e alla sua traduzione dell'opera di William Shakesperare “La tempesta”. Un film molto sentito dal regista sardo anche perché si riallaccia a un’esperienza personale vissuta da ragazzoproprio al fianco di De Filippo. «Questa proiezione nel carcere – racconta Cabiddu a Roma – è per me molto emozionante, perché la compagnia di Rebibbia anni fa mise in scena anche “La tempesta” nella versione diEduardo De Filippo e io fui invitato allora sempre da Fabio Cavalli che guida la compagnia dei detenuti. Ricordo nel finale la canzone di Calibano cantata da Eduardo De Filippo che fa anche da titoli di coda del mio film».
Un’altra bella iniziativa legata a “La stoffa dei sogni” che, anticipa ancora Gianfranco Cabiddu, diventerà molto presto anche un’opera teatrale grazie a un esperimento di un’altra compagnia di detenuti, questa volta quella di stanza del carcere Marassi di Genova. (f.c)
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