La Nuova Sardegna

Cabiddu e la magia di un musical lirico

Fabio Canessa
Cabiddu e la magia di un musical lirico

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma il suo nuovo film “Il flauto magico di Piazza Vittorio”

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ROMA. Dalla sua nascita, nei primi anni Duemila, si è esibita in teatri e festival in tante parti del mondo. Mondo che rappresenta nella sua formazione multietnica. L’Orchestra di Piazza Vittorio è una realtà unica, speciale. Che adesso approda anche al cinema. E non si tratta di un documentario (come quello di Agostino Ferrante del 2006), ma di un film molto particolare: un musical ispirato all’opera lirica. “Il flauto magico di Piazza Vittorio” ha origine dallo spettacolo portato in teatro dall’orchestra guidata da Mario Tronco, affiancato nella regia dell’adattamento per lo schermo da Gianfranco Cabiddu.

Prodotto da Paco Cinematografica e Denis Friedman Productions il film, che rivisita e reinterpreta la famosa opera di Mozart mescolando diverse tradizioni musicali, ieri mattina è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma come evento speciale di questa tredicesima edizione. «Lo spettacolo ha avuto successo - sottolinea Cabiddu - e da qui è nata l’idea di farne un film. Il soggetto è di Fabrizio Bentivoglio insieme a Mario Tronco, poi è stata sviluppata una sceneggiatura e mi hanno chiamato per occuparmi della regia con lo stesso Mario Tronco che aveva fatto lo spettacolo in teatro. Non si tratta comunque di una mera trasposizione, ma di un film musicale. Ha uno specifico cinematografico, ci abbiamo lavorato come a un musical». Tutto avviene nei giardini di Piazza Vittorio - «anche se una parte l’abbiamo girata in studio» specifica il regista sardo - che si animano per magia durante la notte. Dal tramonto fino all’alba del giorno seguente, la piazza diventa il luogo dove tutto può accadere. Come in una favola. L’impossibile diventa possibile attraverso il lavoro sui costumi e le scenografie, trucchi che si armonizzano agli effetti speciali moderni creati con il computer «ma sempre nello spirito artigianale che è tipico dell’orchestra» sottolinea Cabiddu. Un film cantato che si sviluppa come un’opera lirica dove Mozart è declinato seconde le varie culture dei componenti dell’ensemble e la narrazione procede a ritmo reggae, di samba, dance e altri generi.

«Una bellissima esperienza – racconta il regista – ma anche faticosa. In un film di questo tipo bisogna essere molto precisi perché la musica in qualche modo comanda, bisogna andare in tono con la musica e tutti i movimenti vanno studiati rispetto agli accenti musicale. Per cui serve una grande attenzione, ma è un po’ come per l’opera lirica. Nella partitura ci sono già molti gesti, sono parole cantate. Gli accadimenti sono scritti nella musica». Un film multilingua (sono ben otto quelle utilizzate) che porta con sé un chiaro messaggio di integrazione, convivenza, scambio necessario e virtuoso. «Il sottotesto del film – evidenzia Gianfranco Cabiddu – è incarnato nella vita stessa dell’Orchestra di Piazza Vittorio, attiva ormai da anni. Che attraverso la musica ci si capisce, attraverso l’arte si trova un terreno comune. Che possono convivere culture diverse e anche reintepretare la nostra cultura più classica come quella rappresentata dall’opera lirica. Un messaggio di un mondo colorato che portiamo avanti con un film volutamente popolare, leggero e divertente».

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