La Nuova Sardegna

I veleni di Quirra sul palcoscenico con “L’avvoltoio”

di Grazia Brundu
I veleni di Quirra sul palcoscenico con “L’avvoltoio”

Domani al Ferroviario per la rassegna Marosi di mutezza Oggi in scena la piéce del Teatro dei Limoni di Foggia

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SASSARI. «Questo mondo sconosciuto e così bello, tanto che a volte viene voglia di distruggerlo». La frase è una provocazione, ma serve a legare in maniera un po’ forzata i due spettacoli che oggi (“Un pallido puntino blu”) e domani (“L’avvoltoio”) arrivano al Teatro Ferroviario per Marosi di Mutezza. La tredicesima edizione della rassegna teatrale organizzata dalla compagnia sassarese Meridiano Zero è partita ieri in versione cinematografica, con la proiezione, tra altri lavori, anche di “Milano, via Padova”, docu-intervista on the road sull’indottrinamento italiota in chiave razzista realizzato da Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Leoni d’Oro alla carriera per il Teatro 2018, in questi giorni in tournée in Sardegna e in arrivo a Sassari venerdì con la pièce “7-14-21-28”.

Intanto, per tornare a “questo mondo sconosciuto”, stasera alle 21 il Teatro dei Limoni di Foggia presenta il monologo “Un pallido puntino azzurro”, finalista l’anno scorso al Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”. Il puntino del titolo è lo ione triatomico di idrogeno H3+, quindi l’elemento alla base della vita nell’intero universo. Alla base anche della nostra vecchia Terra, che il protagonista del testo scritto da Christian Di Furia, il Maggiore Franchino Accatagliato aveva finora sottovalutato, tutto preso dall’esplorazione dei più glamour Giove e Saturno. Il monologo, diretto e interpretato da Roberto Galano, è un soliloquio «di genere fantastico che aspira a calare nella magica scatola teatrale il percorso umano di un personaggio, trasfigurando lo spazio infinito in un viaggio avventuroso. Una via di mezzo tra una messa in scena e un racconto da leggere, nel quale si narra la vicenda di un singolare astronauta che tanto ricorda il Tom del celebre brano di David Bowie, “Space Oddity”, mentre arranca nella sua condizione di ottundimento spaziale, fino a regalarci uno dei più bei versi della canzone rock del Novecento: “Planet Earth is blue and there’s nothing I can do”.

Il capitolo sul criminale desiderio di distruzione arriva invece domani (sempre alle 21) sotto le penne rapaci di “L’avvoltoio”, una produzione di Sardegna Teatro - con la regia di César Brie su testo di Anna Rita Signore - premiata dalla Società Italiana Autori Drammatici. Il lavoro è anche un ringraziamento al procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi e alla sua inchiesta sui veleni nel Poligono di Quirra. Come raccontano le note dello spettacolo: «Dentro l’Italia c’è una grande terra isolata, con poca gente e poche città. Ettari e ettari, quasi spopolati, abitati da gente tenace, ma incapace di realizzare iniziative comuni. Mangime per politici». La Sardegna, ovvio, raccontata con un testo, quello di Anna Rita Signore, che procede come un’inchiesta giornalistica che condensa dati di biografia personale e collettiva e la trasfigura in un’opera poetica in cui le azioni sono cucite insieme nella trama della commedia umana. Scrive l’autrice: «Ricorrendo all’espediente del “teatro nel teatro”, L’Avvoltoio si serve degli attori e dei personaggi per dare fiato al dolore di padri e madri, figli e figlie, fratelli e sorelle, soldati: testimoni e vittime tutti della stessa tragedia. La loro storia tocca da vicino Quirra e l’intera Sardegna, con il suo territorio occupato per il 60 per cento da servitù militari, ma coinvolge tutta l’Italia, con i suoi Poligoni nel Triveneto, in Puglia, nel Lazio, in Toscana, su cui gravano forti sospetti di contaminazione».

Ingresso ai singoli spettacoli: 8 euro, ridotto 5 euro.

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