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il direttore del parco archeologico 

«Pompei, spiegate tante anomalie con la nuova data dell’eruzione»

ROMA. «C’è una data che è una data emblematica, dice “sedici giorni prima delle calende di novembre”, quindi si registra qualcosa che sarebbe avvenuto il 17 di ottobre. Sappiamo che l’eruzione...

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ROMA. «C’è una data che è una data emblematica, dice “sedici giorni prima delle calende di novembre”, quindi si registra qualcosa che sarebbe avvenuto il 17 di ottobre. Sappiamo che l’eruzione secondo la vulgata accadde il 24 di agosto, ora questa iscrizione potrebbe posticipare la data dell’eruzione. Non c’è l’anno perché normalmente veniva dato con il nome dei consoli, perché questa è una scritta destinata a durare poco». Così il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, ospite di “Petrolio”, in onda oggi su Rai1, torna sul significato dell’iscrizione che cambia la storia dell’eruzione di Pompei, dopo il vasto e controverso dibattito dei giorni scorsi. «Questa notizia è particolarmente emblematica perché ci spiega tante cose, può sembrare una banalità – conclude il direttore– . Due mesi prima o dopo cosa significano? Che ci spieghiamo tante anomalie che fino ad ora erano rimaste inspiegate, come la presenza di frutti autunnali e di un braciere».

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