Intitolato a gianni massa
Un premio giornalistico nel segno del femminismo
di Sabrina Zedda
CAGLIARI. Per capire come la sua vita fosse tutt’uno con la sua professione basta un particolare: nella targa della sua casa, in via Einstein a Cagliari, la scritta recitava “Gianni Massa...
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CAGLIARI. Per capire come la sua vita fosse tutt’uno con la sua professione basta un particolare: nella targa della sua casa, in via Einstein a Cagliari, la scritta recitava “Gianni Massa giornalista”. Sì, perché Gianni Massa, storico caporedattore dell’Agenzia giornalistica Italia, era uno di quelli che credeva nel mestiere. Inteso come vessillo della democrazia e strumento a favore dei diritti. Alla sua figura, caposaldo del giornalismo sardo e non solo, scomparso quasi tre anni fa a 79 anni, ora il Corecom (il comitato per le comunicazioni della Regione), in collaborazione con Giulia giornaliste Sardegna, dedica un premio articolato nelle sezioni giornalismo, università e scuola. La prima edizione avrà per tema il rapporto tra media e parità di genere e, per la sezione giornalismo, sarà intitolata a Maria Piera Mossa, storica programmista della Rai.
Ieri, in occasione della presentazione del premio, il transatlantico del Consiglio regionale (il presidente Gianfranco Ganau ha voluto dare il suo patrocinio) era gremito: segno dell’affetto che Gianni Massa e Piera Mossa raccolgono ancora intorno a sé, ma anche dell’attenzione verso le tematiche di genere. «Un maestro, un giornalista di razza, un uomo con un grande cuore e una grande sensibilità nei confronti dei più deboli. Anche per questo il Corecom ha voluto dedicargli questo premio», ha detto, tratteggiando la figura di Gianni Massa, il presidente del Corecom, Mario Cabasino. Che ha anche ricordato come il progetto rientri nel disegno più ampio, portato avanti con Giulia giornaliste, in cui si inserisce “La conosci Giulia?”, pièce per la regia di Tiziana Troja, che sensibilizza sulle discriminazioni di genere. Dopo il debutto con il botto il 6 ottobre al Teatro Massimo, lo spettacolo il 26 novembre sarà proposto nel Teatro civico di Castello prima di approdare, a gennaio, a Sassari. Un corpo di azioni necessarie sottolinea Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Sardegna. Che cita un dato: in Italia solo il 21 per cento dello spazio mediatico è riservato alle donne. «Significa- spiega Ronchi- che il mondo è interpretato con gli occhi e le narrazioni degli uomini, che sono sentiti, magari come esperti, nel restante 79 per cento di spazi».
Tra stereotipi e cultura sessista c’è molto da fare per riequilibrare la situazione. E’ in questo senso che va letto il coinvolgimento nel premio delle facoltà di Scienze della comunicazione degli atenei di Cagliari e Sassari: saranno premiate le due migliori tesi di laurea sui temi della comunicazione e della parità di genere. Sono coinvolte anche le scuole della provincia di Cagliari che vedranno premiato il miglior elaborato ispirato a “La conosci Giulia?”, mentre la sezione giornalismo prevede tre premi ed è intitolata a Piera Mossa: prima donna regista in Sardegna, riversò tutto il suo impegno nella salvaguardia del patrimonio storico e culturale dell'isola, firmando lavori come “Visti da fuori”, una serie di puntate sulla sardità capaci di abbracciare temi come i sequestri e lo sport.
Ieri, in occasione della presentazione del premio, il transatlantico del Consiglio regionale (il presidente Gianfranco Ganau ha voluto dare il suo patrocinio) era gremito: segno dell’affetto che Gianni Massa e Piera Mossa raccolgono ancora intorno a sé, ma anche dell’attenzione verso le tematiche di genere. «Un maestro, un giornalista di razza, un uomo con un grande cuore e una grande sensibilità nei confronti dei più deboli. Anche per questo il Corecom ha voluto dedicargli questo premio», ha detto, tratteggiando la figura di Gianni Massa, il presidente del Corecom, Mario Cabasino. Che ha anche ricordato come il progetto rientri nel disegno più ampio, portato avanti con Giulia giornaliste, in cui si inserisce “La conosci Giulia?”, pièce per la regia di Tiziana Troja, che sensibilizza sulle discriminazioni di genere. Dopo il debutto con il botto il 6 ottobre al Teatro Massimo, lo spettacolo il 26 novembre sarà proposto nel Teatro civico di Castello prima di approdare, a gennaio, a Sassari. Un corpo di azioni necessarie sottolinea Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Sardegna. Che cita un dato: in Italia solo il 21 per cento dello spazio mediatico è riservato alle donne. «Significa- spiega Ronchi- che il mondo è interpretato con gli occhi e le narrazioni degli uomini, che sono sentiti, magari come esperti, nel restante 79 per cento di spazi».
Tra stereotipi e cultura sessista c’è molto da fare per riequilibrare la situazione. E’ in questo senso che va letto il coinvolgimento nel premio delle facoltà di Scienze della comunicazione degli atenei di Cagliari e Sassari: saranno premiate le due migliori tesi di laurea sui temi della comunicazione e della parità di genere. Sono coinvolte anche le scuole della provincia di Cagliari che vedranno premiato il miglior elaborato ispirato a “La conosci Giulia?”, mentre la sezione giornalismo prevede tre premi ed è intitolata a Piera Mossa: prima donna regista in Sardegna, riversò tutto il suo impegno nella salvaguardia del patrimonio storico e culturale dell'isola, firmando lavori come “Visti da fuori”, una serie di puntate sulla sardità capaci di abbracciare temi come i sequestri e lo sport.
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