Morte misteriosa di una poetessa nell’Italia sotto il regime fascista
Il 27 maggio 1935, precipitando da una rupe, aveva trovato la morte a Capri una poetessa inglese di vent’anni, Pamela Reynolds, già orfana di madre, che viveva lì con la famiglia dal 1922: una morte,...
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Il 27 maggio 1935, precipitando da una rupe, aveva trovato la morte a Capri una poetessa inglese di vent’anni, Pamela Reynolds, già orfana di madre, che viveva lì con la famiglia dal 1922: una morte, quella di Pamela, che fu frettolosamente rubricata come suicidio. A riaprire il caso, a sollevare nuovi dubbi, arriva ora Antonio Corbisiero, che pubblica appunto, per Il Grappolo di Mercato San Severino, “Il mistero di Pamela Reynolds”, con un’introduzione di Patrizia Rinaldi e una postfazione di Francesco D’Episcopo.
Si tratta d’una storia che ci fa ritornare a quell’Italia fascista che è la stessa in cui, in circostanze misteriose – il 14 luglio del 1933 nella camera 224 del Grand Hôtel et des Palmes di Palermo –, perse la vita, ucciso da un’overdose di barbiturici, lo scrittore francese Raymond Roussel: su cui Sciascia, non convinto della tesi ufficiale, imbastì un delizioso giallo pubblicato nel 1971 col titolo, appunto, di “Atti relativi alla morte di Raymond Roussel”. Si trattò d’un suicidio o d’istigazione al suicidio? Di un incidente o, addirittura, di un omicidio?
Vicenda torbida, in cui fu coinvolto il più illustre personaggio dell’isola: lo scrittore Edwin Cerio. Un suicidio che, allora, s’aggiunse a quello di altri illustri. Tra i quali mi piace ricordare almeno quello del grande Norman Douglas, autore d’uno dei libri più singolari del Novecento, “La terra delle sirene” (1911).
Si tratta d’una storia che ci fa ritornare a quell’Italia fascista che è la stessa in cui, in circostanze misteriose – il 14 luglio del 1933 nella camera 224 del Grand Hôtel et des Palmes di Palermo –, perse la vita, ucciso da un’overdose di barbiturici, lo scrittore francese Raymond Roussel: su cui Sciascia, non convinto della tesi ufficiale, imbastì un delizioso giallo pubblicato nel 1971 col titolo, appunto, di “Atti relativi alla morte di Raymond Roussel”. Si trattò d’un suicidio o d’istigazione al suicidio? Di un incidente o, addirittura, di un omicidio?
Vicenda torbida, in cui fu coinvolto il più illustre personaggio dell’isola: lo scrittore Edwin Cerio. Un suicidio che, allora, s’aggiunse a quello di altri illustri. Tra i quali mi piace ricordare almeno quello del grande Norman Douglas, autore d’uno dei libri più singolari del Novecento, “La terra delle sirene” (1911).
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