La Nuova Sardegna

Romanzi e giornali, leggere per salvare la libertà di espressione

di Gabriella Grimaldi
Romanzi e giornali, leggere per salvare la libertà di espressione

Ieri alla Nuova si è tenuto l’incontro di #ioleggoperché Studenti e prof a confronto sugli attacchi alla stampa

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SASSARI. Si è parlato di lettura, ieri, nella sala conferenze della Nuova Sardegna, durante l’incontro “Libri d’aria e di terra per coltivare i sogni” organizzato dall’istituto agrario Pellegrini di Sassari nell’ambito della maratona nazionale in favore della lettura #ioleggoperché, ma anche e soprattutto di libertà di stampa. Un argomento, quest’ultimo, di estrema attualità viste le manifestazioni di protesta organizzate in questi giorni dai giornalisti di tutta Italia dopo gli attacchi da parte di componenti dei vertici di Governo. E infatti è partito dalla citazione dell’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione l’intervento che ha aperto l’incontro con gli studenti di varie scuole fra cui i licei scientifico Spano e classico Azuni, del direttore della Nuova Antonio Di Rosa. «Mai mi era capitato in tanti anni di lavoro - ha detto - di assistere ad attacchi di tale violenza da parte di chi detiene il potere politico in questo Paese. Non faccio paragoni con il fascismo perché è un fenomeno storico datato ma forse oggi la situazione è anche peggiore perché ci troviamo in un regime democratico e sentire che si minaccia di tagliare i fondi per l’editoria e si insultano i giornalisti è davvero inquietante». Al dibattito, coordinato dal docente di letteratura del Pellegrini Stefano Sole che ha ideato l’evento, hanno partecipato attivamente i docenti, come Fabio Di Pietro il quale ha ricordato che un’iniziativa come #ioleggoperché consente di “inventare” nuovi modi di avvicinarsi alla lettura «perché leggere è un gesto positivo che lo si faccia con un romanzo su carta o con le notizie attraverso dispositivi elettronici». E sul giornalismo hanno voluto dire la loro gli studenti: «Purtroppo anche in Italia in passato i giornalisti che hanno detto cose scomode in tv sono stati cacciati», ha detto Leandro dell’Azuni. «Niente di paragonabile a ciò che sta avvenendo oggi non solo in Italia ma in tutto il mondo - ha risposto Di Rosa -. Sono stati 3500 i giornalisti uccisi negli ultimi anni, tra i quali diverse colleghe, un fatto inaccettabile. La stampa deve poter continuare ad esercitare la propria funzione, che è quella di controllare il lavoro di chi è stato mandato dal popolo a governare. Non ci fermeremo mai». E a proposito di libertà di espressione l’incontro si è concluso con l’invito a leggere il libro “Tre manifesti per la libertà” dello scrittore turco Ahmet Altan, incarcerato da Erdogan per le sue idee e “Ci vuole un albero per salvare la città” di Francis Hallè sul rapporto contradditorio dell’uomo con la natura «e cioè - ha detto Stefano Sole - con se stesso».

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