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Casanova, l’amante leggero Don Giovanni, il nobile hidalgo

Casanova, l’amante leggero Don Giovanni, il nobile hidalgo

Di Casanova, in letteratura, ce ne sono stati tanti e quasi tutti capaci di grande fascinazione: il Casanova di Hugo von Hofmannsthal, Arthur Schnitzler, Hermann Hesse, Sándor Márai e Federico...

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Di Casanova, in letteratura, ce ne sono stati tanti e quasi tutti capaci di grande fascinazione: il Casanova di Hugo von Hofmannsthal, Arthur Schnitzler, Hermann Hesse, Sándor Márai e Federico Fellini. Ma pur partendo da una suggestione, se non un’ossessione casanoviana, questi autori hanno alla fine parlato più di altro che di Casanova.

Poi c’è stato Stefan Zweig, che, nel suo libro tradotto da Castelvecchi, dedica alcune delle pagine più belle proprio alla differenza tra Don Giovanni e Casanova. Zweig ne è certo: se Casanova è sventato, leggero, sradicato, impegnato a riempire di vita il vuoto prodotto dalla noia, in cerca di null’altro che della soddisfazione sensuale, e per quella soddisfazione capace di perdere tutto, compresi status sociale prestigioso e ricchezza, Don Giovanni è invece rigidamente collocato in una casta, è un hidalgo, nobile e spagnolo, cattolico di sentimenti anche nella ribellione, e corroso da un altissimo senso dell’onore. E poi: se Casanova, nell’affrontare la vita e nel restituircela in scrittura, non riconosce alcuna gerarchia di valori estetici e morali, Don Giovanni vive l’amore extraconiugale come qualcosa di diabolico e di contrario a Dio, uso com’è a improntare la sua esistenza al servizio del male.

Ma è soprattutto nella concezione della donna, e nell’atteggiamento che ne ricavano, che Don Giovanni e Casanova divergono davvero radicalmente.

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