cagliari
Un successo l’esordio teatrale di Marras
CAGLIARI. È stato un successo l’esordio nella regia teatrale dello stilista Antonio Marras, che ieri sera ha portato in scena al Massimo di Cagliari lo spettacolo “Mio cuore io sto soffrendo. Cosa...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. È stato un successo l’esordio nella regia teatrale dello stilista Antonio Marras, che ieri sera ha portato in scena al Massimo di Cagliari lo spettacolo “Mio cuore io sto soffrendo. Cosa posso fare per te?”.
Il titolo, mutuato da un verso di una canzone di Rita Pavone, racconta tanto della poetica di Antonio Marras che strappa, cuce, prende in prestito, ricrea, immagini, visioni di cultura popolare, narrazioni della memoria di oggetti dimenticati.
Lo spettacolo si è articolato in quindici momenti, quindici tranche de vie, azioni, episodi, sogni, turbe, incubi e ossessioni, in una trama dal coerente ordito unitario.
Sul palco dieci uomini e dieci donne che hanno interagito con dieci cuori vestiti di niente o con gli abiti appoggiati come se si trattassero di corpi estranei, elementi inutili o imposti dal comune senso del pudore. «Ho chiamato – ha spiegato Marras – venti performer, bravissimi attori, giovani promesse del teatro. Li ho resi complici di questa follia, premettendo che probabilmente avrebbe rovinato le loro carriere e con mia grande sorpresa hanno aderito tutti con entusiasmo».
In scena l senso di colpa, angoscia, smarrimento e tensione e paura di tutto: della maestra, dell’età, della famiglia, delle feste, della religione. «Soprattutto – spiega ancora Marras – paura del cuore al quale siamo asserviti e che decide dei nostri destini, nostro malgrado».
Nella moda Marras accosta gli opposti: globale- locale, civilizzato-primitivo, maschile-femminile, vecchio- giovane. Innesti che sono ricerca e che si amplificano e moltiplicano nella contaminazione tra arti visive, teatro, cinema, musica, danza. La vita è un linguaggio con una grammatica creativa trasversale, con la seduttiva tendenza agli intrecci, alla fusione, alla creazione di altro. «Non esiste – dice Marras – nell’universo niente di isolato ma tutti si corrisponde: natura, uomini, animali, oggetti. Con queste premesse il passo per arrivare alla prima regia teatrale è stato breve».
Martedì 27 novembre lo spettacolo sarà rappresentato – nell’ambito di Festivalguer – alle 21 al Teatro Civico di Alghero.
Il titolo, mutuato da un verso di una canzone di Rita Pavone, racconta tanto della poetica di Antonio Marras che strappa, cuce, prende in prestito, ricrea, immagini, visioni di cultura popolare, narrazioni della memoria di oggetti dimenticati.
Lo spettacolo si è articolato in quindici momenti, quindici tranche de vie, azioni, episodi, sogni, turbe, incubi e ossessioni, in una trama dal coerente ordito unitario.
Sul palco dieci uomini e dieci donne che hanno interagito con dieci cuori vestiti di niente o con gli abiti appoggiati come se si trattassero di corpi estranei, elementi inutili o imposti dal comune senso del pudore. «Ho chiamato – ha spiegato Marras – venti performer, bravissimi attori, giovani promesse del teatro. Li ho resi complici di questa follia, premettendo che probabilmente avrebbe rovinato le loro carriere e con mia grande sorpresa hanno aderito tutti con entusiasmo».
In scena l senso di colpa, angoscia, smarrimento e tensione e paura di tutto: della maestra, dell’età, della famiglia, delle feste, della religione. «Soprattutto – spiega ancora Marras – paura del cuore al quale siamo asserviti e che decide dei nostri destini, nostro malgrado».
Nella moda Marras accosta gli opposti: globale- locale, civilizzato-primitivo, maschile-femminile, vecchio- giovane. Innesti che sono ricerca e che si amplificano e moltiplicano nella contaminazione tra arti visive, teatro, cinema, musica, danza. La vita è un linguaggio con una grammatica creativa trasversale, con la seduttiva tendenza agli intrecci, alla fusione, alla creazione di altro. «Non esiste – dice Marras – nell’universo niente di isolato ma tutti si corrisponde: natura, uomini, animali, oggetti. Con queste premesse il passo per arrivare alla prima regia teatrale è stato breve».
Martedì 27 novembre lo spettacolo sarà rappresentato – nell’ambito di Festivalguer – alle 21 al Teatro Civico di Alghero.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
