il libro
“La via dei retabli in Sardegna” Le meraviglie dell’arte sacra
di Sabrina Zedda
CAGLIARI. Un viaggio nell’arte dell’isola attraverso i suoi retabli, le pale d’altare realizzate su sfondi dorati diffusissime tra il Quattrocento e il Cinquecento. A proporlo è “La via dei retabli...
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CAGLIARI. Un viaggio nell’arte dell’isola attraverso i suoi retabli, le pale d’altare realizzate su sfondi dorati diffusissime tra il Quattrocento e il Cinquecento. A proporlo è “La via dei retabli in Sardegna” (Carlo Deflino editore), preziosissima opera frutto del lavoro, durato anni, delle ricercatrici Caterina Limentani Virdis e Maria Vittoria Spissu. Il volume è stato presentato ieri in una affollata sala conferenze della Pinacoteca nazionale. Non un caso il luogo scelto per la presentazione: la Pinacoteca del capoluogo custodisce retabli che rappresentano un corpus unico di grande valenza storica nell’isola. Da artisti come Joan Mates al maestro di Castelsardo, sino ai celebri Pietro Cavaro e al Maestro di Ozieri, l’opera (corredata da diciotto tavole a tutta pagina e più di quattrocento illustrazioni a colori), si pone come mezzo per conoscere non solo questa forma d’arte, ma anche la storia del suo periodo, quella che dalla dominazione Aragonese arriva sino alla Corona d’Aragona.
«Un libro per appassionati, curiosi e addetti ai lavori – ha detto durante la presentazione Giovanna Damiani, direttrice del Polo museale della Sardegna –. Un libro che è la summa aggiornata e completa delle considerazioni attorno a questo tema». Pagina dopo pagina, il lettore viene preso per mano verso gli autori di quel lontano passato, alla riscoperta anche dei rapporti, economici e non solo, che legavano la Sardegna ai paesi volta per volta posti sotto il cappello del dominatore di turno, dalle Fiandre all’Italia del Nord.
«Il titolo del libro strizza l’occhio a cammini ben più famosi come “La via della seta” o il “Cammino di Santiago” – ha spiegato Maria Vittoria Spissu –, eppure esiste anche qui un cammino: una linea immaginaria che lega diversi percorsi artistici e spirituali». È quella legata soprattutto ai frati francescani, che a Cagliari, in particolare nel quartiere Stampace, ma anche a Oristano e ad Alghero, si fanno ferventi promotori di questo meraviglioso genere artistico.
«Un libro per appassionati, curiosi e addetti ai lavori – ha detto durante la presentazione Giovanna Damiani, direttrice del Polo museale della Sardegna –. Un libro che è la summa aggiornata e completa delle considerazioni attorno a questo tema». Pagina dopo pagina, il lettore viene preso per mano verso gli autori di quel lontano passato, alla riscoperta anche dei rapporti, economici e non solo, che legavano la Sardegna ai paesi volta per volta posti sotto il cappello del dominatore di turno, dalle Fiandre all’Italia del Nord.
«Il titolo del libro strizza l’occhio a cammini ben più famosi come “La via della seta” o il “Cammino di Santiago” – ha spiegato Maria Vittoria Spissu –, eppure esiste anche qui un cammino: una linea immaginaria che lega diversi percorsi artistici e spirituali». È quella legata soprattutto ai frati francescani, che a Cagliari, in particolare nel quartiere Stampace, ma anche a Oristano e ad Alghero, si fanno ferventi promotori di questo meraviglioso genere artistico.
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