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Un cast di attori tutti sassaresi Musiche di Ruzzetta

Un cast di attori tutti sassaresi Musiche di Ruzzetta

SASSARI. Quando chiedi a Bonifacio Angius che metodo segua nella direzione degli attori, perché dalla visione dei suoi film sembra riuscire a fargli fare sempre esattamente quello che cerca, lui...

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SASSARI. Quando chiedi a Bonifacio Angius che metodo segua nella direzione degli attori, perché dalla visione dei suoi film sembra riuscire a fargli fare sempre esattamente quello che cerca, lui minimizza questa parte del lavoro del regista: «Per quanto mi riguarda posso dire che il problema non sta tanto nel metodo, ma nella scelta dell’interprete. Se la scelta è quella giusta è difficile sbagliare». Di sicuro non ha sbagliato volendo come protagonisti di “Ovunque proteggimi” Alessandro Gazale e Francesca Niedda che aveva già diretto insieme, un paio di anni fa, nel corto “Domenica”. Quasi un banco di prova per il successivo, lungo e impegnativo lavoro che ha portato alla realizzazione del nuovo lungometraggio adesso al cinema.

«Mi è piaciuta subito questa storia – racconta Gazale – e a partire dalla sceneggiatura, molto dettagliata, abbiamo iniziato un anno prima delle riprese tutta una fase di comprensione del personaggio e di prove. Bonifacio è entrato nella mia testa e io ho cercato di entrare un po’ nella sua. Un lungo lavoro grazie al quale siamo arrivati sul set molto preparati». Un ruolo importante e bellissimo quello affidato da Angius a Gazale, un antieroe romantico che è difficile dimenticare dopo aver visto il film.

«Mi ha regalato un sogno», sottolinea l’attore che ha alle spalle una lunga esperienza teatrale: «Il cinema è un’altra cosa, il modo di recitare completamente diverso. Se sul palco devi aggiungere, in un film bisogna togliere. Soprattutto per la visione di Bonifacio che esige giustamente spontaneità». Lavoro riuscito benissimo a Gazale, così come a Francesca Niedda, a cui basta poco per tratteggiare in modo perfetto il personaggio. «C’è stato un avvicinamento naturale, sino ad arrivare a una simbiosi, tra me e la Francesca del film» racconta. Nei suoi occhi grandi, malinconici e luminosi allo stesso tempo, c’è tanto di questa donna di cui volutamente vengono date informazioni parziali riguardanti il passato. «Un personaggio che ha dentro dolore, solitudine, fragilità, ma anche la forza data dall’amore per il figlio». (f.c.)

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