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“Bastard Sunday”, Pier Paolo Pasolini riletto da Enzo Cosimi

di Monica De Murtas
“Bastard Sunday”, Pier Paolo Pasolini riletto da Enzo Cosimi

SASSARI. “Bastard Sunday” lo spettacolo di Enzo Cosimi dedicato a Pierpaolo Pasolini a quindici anni dal debutto torna in scena e fa ancora notizia, accende i dibattiti, porta il pubblico nei teatri...

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SASSARI. “Bastard Sunday” lo spettacolo di Enzo Cosimi dedicato a Pierpaolo Pasolini a quindici anni dal debutto torna in scena e fa ancora notizia, accende i dibattiti, porta il pubblico nei teatri e lo coinvolge in un'esperienza artistica in cui si è chiamati a diventare parte attiva. Anche al Civico di Sassari la serata organizzata nei giorni scorsi da Danza Eventi di Luigi Doddo è stata vissuta con partecipazione e gli spettatori hanno anche potuto condividere le loro impressioni in un incontro con il coreografo romano. Ma dov'è Pasolini in questo lavoro? Per chi lo scopre in prima visione "Bastard Sunday" è un'esperienza misteriosa, astratta dove la storia vive in una penombra illuminata da squarci di neon impietosi che scrutano l'anima. Non lo vedi subito ciò che ti parlerà più tardi, che viaggerà nella tua testa: destro e sinistro, sinistro e destro immagini rapide che colpiscono come colpi al basso ventre.

La voce dell’assassino di Pasolini: Paolo Pelosi racconta la sua domenica bastarda nei particolari più squallidi, le musiche elettroniche di Lippok, il corpo di Paola Lattanzi nudo di ogni cosa, anche del sesso, scavato dalla luce e dalla realtà, una figura maschile che si dipinge il viso per trasformarsi? per nascondersi? per essere se stesso? E poi quella macchina sullo schermo, che avanza, che incombe sul palco , che forse arriverà, si fermerà, per fare cosa? Ti vengono in mente le sue poesie, le battaglie, le tragedie antiche, le visioni eroiche e la sua morte nel fango.

Intanto una grandissima Paola Lattanzi, protagonista di una performance no limits in cui tecnica, energia, disgusto e soavità combattono reciprocamente senza mai sconfiggersi, avanza dalla penombra. Anima, essenza che sposa la fisicità, l'abbraccia e la combatte nelle scene a due con il danzatore Pablo Tapia Leyton. Lui, torso nudo e jeans neri, boia e complice: osserva, sovrasta, infierisce, protegge. Combatte la sua guerra interna l’anima nuda di Lattanzi in implosioni che devastano l'armonia, scomponendola in una poesia straziata da continue cadute. Pasolini c'è: la sua poetica di anima e carne, di denuncia e dolore, trasgressione e purezza, Salò e Sodoma, Edipo e Medea, sacrificio, morte, rinascita. L'anima nuda straziata riprende vita infine in un canto africano. Terra salvifica origine e orizzonte: l'Africa anima primordiale che non teme condanne sale su un piedistallo e finalmente ...ride. (mo.dem)

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