Dalle alchimie del mare nasce il vermentino Rafia
di Gabriella Grimaldi
Presentazione del nuovo nato della cantina Santa Maria La Palma con lo spettacolo “Nata femmina”, conferenza e degustazione al teatro Civico
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ALGHERO. Già il nome evoca qualcosa di naturale, il resto lo fanno l’ambiente incontaminato dove è nato, i profumi unici della macchia mediterranea e il suono del mare che gli conferisce carattere. È Rafia, l’ultimo vermentino nato nella cantina sociale di Santa Maria La Palma. Ieri il nuovo prestigioso prodotto venuto fuori dal lavoro dei tanti vignaioli che conferiscono alla cantina della Nurra algherese e dalla sapienza degli enologi è stato presentato davanti a un folto pubblico nel corso di un evento a metà tra spettacolo e conferenza al teatro Civico nel centro storico della cittadina catalana.
Sul palco i vertici della cantina, dal presidente Mario Peretto («Alghero ha la più grande superficie coltivata con la vite di tutta l’isola e sono tanti i prodotti di alta qualità espressi dal territorio, è un onore essere oggi qui») all’enologo di Santa Maria La Palma, il toscano Gaetano La Spina, che da due anni sovrintende agli “alambicchi” da cui nasce la magia di vini conosciuti in tutto il mondo. È stato proprio lui a spiegare le caratteristiche di Rafia, che porta l’anno 2017 sull’etichetta. «Questo vermentino - ha detto - è come sempre il risultato di una serie di fattori che sono stati considerati nella sua “costruzione”, dalla posizione geografica delle vigne, stavolta molto vicine al mare, al processo produttivo in cantina. Abbiamo scelto, e non è usuale per il vermentino, di farlo fermentare nel legno. Una volta finita la fermentazione lo abbiamo tenuto “in agitazione” perché i lieviti si scatenassero dandogli profumi del tutto particolari».
Un vino che - ci ha tenuto a sottolineare il presidente del parco di Porto Conte Mariano Mariani - rappresenta al meglio l’ambiente naturale nel quale è maturato: «Una riserva marina e un parco che certamente significano tanto sotto il profilo della qualità. Una particolarità forse unica, da esportare in tutto il mondo».
La valenza anche economica della sfida di tanti produttori che conferiscono le loro uve alla cantina è stata sottolineata anche dai rappresentanti dell’amministrazione comunale algherese: il sindaco Mario Bruno («tutto il territorio di Alghero viene beneficiato da attività di questo tipo») e dall’assessora allo Sviluppo Economico Ornella Piras («ogni volta che assisto al risultato del lavoro di tante persone unite da un obiettivo comune mi commuovo. Noi come amministrazione cerchiamo di dare tutto il supporto possibile perché anche gli altri prodotti agroalimentari della Nurra trovino lo spazio commerciale che meritano»).
L’assaggio del vino a cura di due sommelier e i commenti degli esperti del settore (come il critico del Gambero Rosso Giuseppe Carrus e il presidente dell’Ais Nord Ovest Sardegna Pierpaolo Fiori) hanno avuto luogo davanti al pubblico che poco prima aveva assistito allo spettacolo teatrale “Nata femmina” della compagnia Teatro d’Inverno che dai primi di settembre gestisce la storica struttura nel cuore del centro storico cittadino.
Sul palco i vertici della cantina, dal presidente Mario Peretto («Alghero ha la più grande superficie coltivata con la vite di tutta l’isola e sono tanti i prodotti di alta qualità espressi dal territorio, è un onore essere oggi qui») all’enologo di Santa Maria La Palma, il toscano Gaetano La Spina, che da due anni sovrintende agli “alambicchi” da cui nasce la magia di vini conosciuti in tutto il mondo. È stato proprio lui a spiegare le caratteristiche di Rafia, che porta l’anno 2017 sull’etichetta. «Questo vermentino - ha detto - è come sempre il risultato di una serie di fattori che sono stati considerati nella sua “costruzione”, dalla posizione geografica delle vigne, stavolta molto vicine al mare, al processo produttivo in cantina. Abbiamo scelto, e non è usuale per il vermentino, di farlo fermentare nel legno. Una volta finita la fermentazione lo abbiamo tenuto “in agitazione” perché i lieviti si scatenassero dandogli profumi del tutto particolari».
Un vino che - ci ha tenuto a sottolineare il presidente del parco di Porto Conte Mariano Mariani - rappresenta al meglio l’ambiente naturale nel quale è maturato: «Una riserva marina e un parco che certamente significano tanto sotto il profilo della qualità. Una particolarità forse unica, da esportare in tutto il mondo».
La valenza anche economica della sfida di tanti produttori che conferiscono le loro uve alla cantina è stata sottolineata anche dai rappresentanti dell’amministrazione comunale algherese: il sindaco Mario Bruno («tutto il territorio di Alghero viene beneficiato da attività di questo tipo») e dall’assessora allo Sviluppo Economico Ornella Piras («ogni volta che assisto al risultato del lavoro di tante persone unite da un obiettivo comune mi commuovo. Noi come amministrazione cerchiamo di dare tutto il supporto possibile perché anche gli altri prodotti agroalimentari della Nurra trovino lo spazio commerciale che meritano»).
L’assaggio del vino a cura di due sommelier e i commenti degli esperti del settore (come il critico del Gambero Rosso Giuseppe Carrus e il presidente dell’Ais Nord Ovest Sardegna Pierpaolo Fiori) hanno avuto luogo davanti al pubblico che poco prima aveva assistito allo spettacolo teatrale “Nata femmina” della compagnia Teatro d’Inverno che dai primi di settembre gestisce la storica struttura nel cuore del centro storico cittadino.
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