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vanno al galoppo

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Stefano è sempre vissuto coi cavalli ed è cresciuto con un sogno: diventare un vero jockey, calpestare l’erba dei più prestigiosi ippodromi internazionali, agitare felice il frustino dopo aver...

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Stefano è sempre vissuto coi cavalli ed è cresciuto con un sogno: diventare un vero jockey, calpestare l’erba dei più prestigiosi ippodromi internazionali, agitare felice il frustino dopo aver tagliato vittorioso il traguardo delle corse che per anni ha seguito in televisione e sui giornali. I suoi regali erano speciali, i pony e le divise per cavalcarli, i suoi discorsi di bambino finivano sempre al galoppo sul rettilineo finale.

Ai bambini basta poco per entusiasmarsi e scatenare lo spirito di emulazione, c’è chi sogna di fare l’astronauta o il pilota di Formula 1, cambiano idea ogni giorno. Stefano Cherchi no, ha tenuto duro, cresceva e voleva un cavallino un po’ più grande, quando anche l’ultimo pony è diventato troppo piccolo è salito sulla sella di un cavallo “vero”. Le sue domeniche erano all’ippodromo, a respirare l’aria delle corse e sentire già le prime scariche di adrenalina scorrere nelle vene. Quel sogno era così grande e tenace che Chilivani e Sassari erano troppo piccoli per lui: Stefano voleva il meglio. A 16 anni è andato in Inghilterra e ha bussato alla porta di un famoso trainer italiano, ha superato una selezione molto severa, ha finalmente cominciato a fare la vita che aveva sempre voluto. Fa niente se è dovuto andare in un paese straniero dove l’inverno è duro, piove e spesso nevica, le giornate cominciano molto prima dell’alba e la sera serve soprattutto a riposarsi. Newmarket è uno dei templi sacri dei cavalli e per Marco Botti hanno corso anche Frankie Dettori e Andrea Atzeni, due fantini col cognome sardo davanti ai quali tutti si mettono sull’attenti. Il posto giusto per toccare dal vivo quanto è dura la gavetta e quanto bello può essere, comunque, trasformare in realtà un sogno. Un anno dopo, Stefano non si è pentito. Ha già disputato cinque gare, in una è arrivato terzo, ha il patentino e presto avrà anche un agente che lo guiderà nello spietato mondo dell’ippica mondiale. Forse riuscirà a emergere, forse no e tornerà a casa, di sicuro non gli pesa uscire all’alba nella gelida campagna inglese: in fondo, era quello che aveva sognato da bambino.



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