La Nuova Sardegna

Ultimo ciak in piazza Tola per Pino & gli Anticorpi

di Roberto Sanna ; w

Si concludono le riprese del loro secondo film “Come se non ci fosse un domani” Michele Manca: «Bellissima esperienza, saremo nelle sale sarde a Pasqua»

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SASSARI. Piazza Tola, ultima fermata. Oggi, in uno dei luoghi simbolo della città, verrà battuto l’ultimo ciak di “Come se non ci fosse un domani”, il film di Pino & gli Anticorpi diretto da Igor Biddau. Il secondo che vede protagonisti i due comici sassaresi Stefano e Michele Manca, i quali dopo i riscontri positivi di “Bianco di babbuddoiu” si sono messi in proprio. “Come se non ci fosse un domani” è un film autoprodotto, con forti legami col territorio sia dal punto di vista delle immagini (è girato interamente in Sardegna) sia delle collaborazioni. Il risultato lo vedremo sugli schermi la prossima primavera e, ora che il lavoro sul set è stato ultimato e tutto passa nelle stanze della postproduzione, le sensazioni dei protagonisti sono tutte positive.

Bello e divertente. Michele Manca è sereno: «Rispetto a “Bianco di babbuddoiu” il clima era più rilassato e, soprattutto, molto più a misura nostra. Abbiamo rispettato i tempi che ci eravamo dati in settembre all’inizio del percorso. Siamo contenti anche di come è andato il percorso coi nostri partner, anzi possiamo tranquillamente dire che se abbiamo portato a termine l’opera è soprattutto per merito loro. La troupe ha lavorato bene, il “rodagio” fatto col primo film è servito. Io personalmente sono soddisfatto, è un film a episodi nei quali ti affezionavi in fretta ai personaggi protagonisti delle storie e subito dovevi abbandonarli, quasi dispiaceva. Dopo le feste di fine anno entreremo in sala per il montaggio e le musiche, l’idea è andare nelle sale sarde per Pasqua e penso che anche questa data verrà rispettata».

Sardegna vera. «Il film è andato oltre le aspettative – aggiunge il regista Igor Biddau – soprattutto per quelle che sono le ambientazioni. C’è un episodio nel quale il protagonista scappa dalla tecnologia e si rifugia in un’isola deserta: il senso dello spazio infinito che dà l’Asinara in quelle immagini è eccezionale. Per quel che mi riguarda, il risultato è anche superiore a quelle che erano le speranze e le aspettative. Siamo a buon punto anche col montaggio, abbiamo già lavorato tanto».

Dietro le quinte. Cinque settimane di recitazione, tre mesi di lavoro, quaranta persone impegnate sui vari set. E una serie di curiosità e imprevisti. Come la mareggiata all’Asinara che ha costretto il gruppo a una traversata tumultuosa di due ore e mezza dopo aver corso il rischio di trascorrere la notte nell’ostello. O le riprese sulla scogliera di Balai, a Porto Torres, dove i passanti hanno visto sfilare davanti alle telecamere addirittura il sindaco Sean Wheeler.

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