«Occhio alle merendine La longevità inizia quando si è bambini»
di Angiola Bellu
Il nuovo libro del biologo che studia l’invecchiamento «C’è un eccesso di zuccheri, ma anche di proteine»
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“La longevità inizia da bambini” (Vallardi, 440 pagine, 16,90 euro) è il nuovo libro di Valter Longo, biogerontologo e biologo cellulare, studioso dell’invecchiamento e delle malattie ad esso collegate, tra i più autorevoli al mondo. Al terzo libro sull’argomento, Longo è un eccezionale divulgatore scientifico che con leggerezza racconta, spiega e attrae migliaia di lettori. Con il suo approccio discorsivo e rigorosamente scientifico, nei primi due libri – best seller internazionali, i cui proventi sono andati alla ricerca – dimostra che è possibile prevenire e curare i mali del secolo con un equilibrato regime alimentare in modo che tutti possano ritrovare e mantenere un corpo sano fino a 110 anni. Dopo gli adulti, lo scienziato ha dedicato i suoi studi ai bambini e ha trovato conferma scientifica di qualcosa di cui aveva sentore: anche in Italia la percentuale di bambini obesi e con sindrome metabolica è ormai uguale a quella dei bambini americani: ogni 10, 4 sono in sovrappeso e 2 obesi. Dati allarmanti, aggravati dal fatto che la maggior parte dei genitori è incapace di riconoscere il problema.
Ma come siamo arrivati a questo punto, noi italiani, dediti al consumo di cibi della dieta mediterranea patrimonio dell’Unesco? Ne abbiamo parlato con l’autore in occasione della presentazione a Milano del suo ultimo libro, i cui proventi, ancora una volta andranno alla ricerca.
Professor Longo, l’allarme che lancia deriva da un allontanamento dalla dieta mediterranea per avvicinarci al cibo spazzatura tradizionalmente americano?
«Non è così: gli americani sono arrivati al problema dell’obesità infantile con il fast food, etc. Gli italiani ci sono arrivati proprio con la dieta mediterranea. Non quella di un tempo, ma una reinterpretazione che ormai tutti adottano: pasta, pane, patate, riso , pizza etc. Questa è diventata mondialmente la dieta mediterranea. Dall’America, al Medioriente. Il mondo sta diventando obeso per l’abuso di questi componenti della dieta mediterranea».
Qual è l’approccio corretto al problema dal punto di vista medico?
«La bussola deve essere la longevità. La maggior parte dei professionisti oggi si focalizza sulla gestione di un solo problema, faccio un esempio: non basta pervenire il cancro se poi aumento la possibilità di sviluppare l’Alzheimer».
Come è cambiata la dieta di bambini in Italia?
«Stiamo andando sempre più nella direzione dei nordeuropei: sempre più latte, più formaggio, più carne. E’ spaventoso che il bambino italiano mangi due\tre volte più proteine al giorno di quello che viene raccomandato da tutte le associazioni di pediatria. È incredibile che questa notizia non sia tutti i giorni sui giornali».
I bambini italiani sono imbottiti di proteine. Perché succede?
«Si assume il latte perché rinforza le ossa e le proteine perchè fanno crescere: sono false entrambe le asserzioni. Negli studi sulla crescita si è visto che gli effetti di un’alta assunzione di proteine contro una normale sono zero. Una direzione assurda che non viene criticata quasi da nessuno. Dobbiamo ridurre di due terzi la quantità di proteine che assumono i bambini».
Perché è così devastante assumere molte proteine?
«Le proteine controllano tutte le vie di segnalazione dell’invecchiamento e l’effetto di questo super consumo è enorme su tutto l’organismo. Storicamente il bambino non ha mai avuto nella propria dieta questo livello di proteine».
Come è stato possibile arrivare a quest’emergenza proprio mentre i media martellano su salute e diete?
«Mondialmente è successo un caos mediatico: tutti parlano di cibo e nessuno che abbia mai fatto un corso all’università sulla nutrizione. Cosa ci dice sui carboidrati? I nuovi dati mostrano che i bambini italiani ne mangiano mezzo chilo al girono, tra pasta, patate, pane, pizzette, riso, succhi di frutta. Da questo arrivano circa 250 grammi di zucchero alla stessa velocità di quello da cucina: la glicemia è quasi identica. Non bisogna demonizzare i carboidrati, come dico nel libro: la dieta senza carboidrati è una delle peggiori che si possa fare. Il problema è quindi più complesso di quello che si possa pensare. Ma una volta che si capisce quali siano le regole da seguire diventa semplice».
cosa è cambiato nella dita mediterranea di oggi?
«Tutto. Una volta, molti italiani potevano avere un po’ di pasta e poi prendevano dall’orto fagiolini, carote... e facevano i minestroni che si mangiavano spessissimo. Crescendo in Calabria mangiavamo “pasta e vaianeia” con tante verdure, 4/5 volte alla settimana. “Dieta mediterranea” è il nome perfetto per lasciare l’interpretazione a chiunque. Basta aumentare le dosi di carboidrati di 50 grami al giorno, cosa che abbiamo fatto, per diventare obesi. Ogni anno quei 50 grammi diventano 2 chili di grasso, e se un bambino tra i 7 e i18 anni è sovrappeso, il rischio di sviluppare il diabete quadruplica. Letale poi è l’abbinamento di questa distorsione della dieta mediterranea con l’abbassamento dell’attività fisica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma come siamo arrivati a questo punto, noi italiani, dediti al consumo di cibi della dieta mediterranea patrimonio dell’Unesco? Ne abbiamo parlato con l’autore in occasione della presentazione a Milano del suo ultimo libro, i cui proventi, ancora una volta andranno alla ricerca.
Professor Longo, l’allarme che lancia deriva da un allontanamento dalla dieta mediterranea per avvicinarci al cibo spazzatura tradizionalmente americano?
«Non è così: gli americani sono arrivati al problema dell’obesità infantile con il fast food, etc. Gli italiani ci sono arrivati proprio con la dieta mediterranea. Non quella di un tempo, ma una reinterpretazione che ormai tutti adottano: pasta, pane, patate, riso , pizza etc. Questa è diventata mondialmente la dieta mediterranea. Dall’America, al Medioriente. Il mondo sta diventando obeso per l’abuso di questi componenti della dieta mediterranea».
Qual è l’approccio corretto al problema dal punto di vista medico?
«La bussola deve essere la longevità. La maggior parte dei professionisti oggi si focalizza sulla gestione di un solo problema, faccio un esempio: non basta pervenire il cancro se poi aumento la possibilità di sviluppare l’Alzheimer».
Come è cambiata la dieta di bambini in Italia?
«Stiamo andando sempre più nella direzione dei nordeuropei: sempre più latte, più formaggio, più carne. E’ spaventoso che il bambino italiano mangi due\tre volte più proteine al giorno di quello che viene raccomandato da tutte le associazioni di pediatria. È incredibile che questa notizia non sia tutti i giorni sui giornali».
I bambini italiani sono imbottiti di proteine. Perché succede?
«Si assume il latte perché rinforza le ossa e le proteine perchè fanno crescere: sono false entrambe le asserzioni. Negli studi sulla crescita si è visto che gli effetti di un’alta assunzione di proteine contro una normale sono zero. Una direzione assurda che non viene criticata quasi da nessuno. Dobbiamo ridurre di due terzi la quantità di proteine che assumono i bambini».
Perché è così devastante assumere molte proteine?
«Le proteine controllano tutte le vie di segnalazione dell’invecchiamento e l’effetto di questo super consumo è enorme su tutto l’organismo. Storicamente il bambino non ha mai avuto nella propria dieta questo livello di proteine».
Come è stato possibile arrivare a quest’emergenza proprio mentre i media martellano su salute e diete?
«Mondialmente è successo un caos mediatico: tutti parlano di cibo e nessuno che abbia mai fatto un corso all’università sulla nutrizione. Cosa ci dice sui carboidrati? I nuovi dati mostrano che i bambini italiani ne mangiano mezzo chilo al girono, tra pasta, patate, pane, pizzette, riso, succhi di frutta. Da questo arrivano circa 250 grammi di zucchero alla stessa velocità di quello da cucina: la glicemia è quasi identica. Non bisogna demonizzare i carboidrati, come dico nel libro: la dieta senza carboidrati è una delle peggiori che si possa fare. Il problema è quindi più complesso di quello che si possa pensare. Ma una volta che si capisce quali siano le regole da seguire diventa semplice».
cosa è cambiato nella dita mediterranea di oggi?
«Tutto. Una volta, molti italiani potevano avere un po’ di pasta e poi prendevano dall’orto fagiolini, carote... e facevano i minestroni che si mangiavano spessissimo. Crescendo in Calabria mangiavamo “pasta e vaianeia” con tante verdure, 4/5 volte alla settimana. “Dieta mediterranea” è il nome perfetto per lasciare l’interpretazione a chiunque. Basta aumentare le dosi di carboidrati di 50 grami al giorno, cosa che abbiamo fatto, per diventare obesi. Ogni anno quei 50 grammi diventano 2 chili di grasso, e se un bambino tra i 7 e i18 anni è sovrappeso, il rischio di sviluppare il diabete quadruplica. Letale poi è l’abbinamento di questa distorsione della dieta mediterranea con l’abbassamento dell’attività fisica».
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