“Etnia e teatralità”, la nuova stagione
di Pasquale Porcu
Un ricco cartellone di spettacoli a partire da questo venerdì sino ad aprile
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SASSARI. Due belle notizie per gli amanti del teatro. Il festival Etnia e teatralità compie trent’ anni. E, seconda notizia, il festival torna a Sassari. Il cartellone è stato presentato ieri a Palazzo Ducale dagli attori Mario Lubino e Teresa Soro, motori propulsori della manifestazione, e dal giornalista e scrittore Cosimo Filigheddu, che ha firmato il titolo che verrà portata in scena in prima assoluta, il 24 e 25 gennaio al teatro Verdi: “Quelli di via Politeama”, proposto dalla cooperativa Teatro e/o musica e dalla compagnai Teatro Sassari. E proprio quest'ultina compagnia creata dal regista Giampiero Cubeddu nel 1976 l'organizzatrice del festival che, primo in Italia, ha fatto dell'attenzione alle lingue delle minoranze linguistiche. «Un'idea lungimirante di Giampiero Cubeddu –ha detto Lubino – che mirava al recupero delle culture dimenticate e schiacciate dalle culture egemoni». Il festival aveva sede nell'allora Teatro Olimpia di Porto Torres (oggi Teatro Parodi) e che quest'anno, come si diceva, è tornato a Sassari, sua sede naturale.
Ricco e molto vario il cartellone, dieci titoli di grande interesse (nove in abbonamento e luno fuori abbonamento) che potranno soddisfare i gusti di un pubblico assai vario.
Prima opera in scena al Teatro Civico alle 21 è “Istos” sella compagnia Tragodia- Effimero Meraviglioso. Domenica 6 alle 19, Ilos Teatro presenta “Sas comares luvulesas in contos de coghinzu!”, una sorta di Contos del foghile. Ecco poi, il 9 novembre alle 21, una famiglia storica del teatro sardo, i Figli d'arte Medas nell'adattamento di “Furore” di John Stenbeck. Il 20 dicembre alle 21, invece, in scena ci sarà Ilar Pilar Patassini con “Luna in ariete”, a quattro anni dalla pubblicazione del disco dell'autrice. L'11 gennaio alle 21, l'attesissimo rifacimenti degli “Spettri” di Ibsen nella interpretazione della compagnia Akroama.
Si cambia registro il 18 gennaio con “Luci del varietà” del gruppo pop sardo più longevo, i Bertas. Un titolo preso in prestito da un film del 1950 che portava la firma di Federico Fellini e Alberto Lattuada.
Fiore all'occhiello della rassegna sarà “Quelli di via Politeama”, che andrà in scena il 24 e 25 gennaio alle 21 al teatro Verdi. In programma, il 29 febbraio alle 21, anche la compagnia Il Crogiuolo-Tedaca con “S'acqua cheta”. Molto atteso lo spettacolo di danze tribali “Raikinas Gipsy Dream”, il 14 marzo alle 21. E infine lo splendido “Zosos” del Teatro Segreto, in scena sempre a al teatro Verdi il 18 aprile alle 21, che concluderà in bellezza la rassegna.
Ricco e molto vario il cartellone, dieci titoli di grande interesse (nove in abbonamento e luno fuori abbonamento) che potranno soddisfare i gusti di un pubblico assai vario.
Prima opera in scena al Teatro Civico alle 21 è “Istos” sella compagnia Tragodia- Effimero Meraviglioso. Domenica 6 alle 19, Ilos Teatro presenta “Sas comares luvulesas in contos de coghinzu!”, una sorta di Contos del foghile. Ecco poi, il 9 novembre alle 21, una famiglia storica del teatro sardo, i Figli d'arte Medas nell'adattamento di “Furore” di John Stenbeck. Il 20 dicembre alle 21, invece, in scena ci sarà Ilar Pilar Patassini con “Luna in ariete”, a quattro anni dalla pubblicazione del disco dell'autrice. L'11 gennaio alle 21, l'attesissimo rifacimenti degli “Spettri” di Ibsen nella interpretazione della compagnia Akroama.
Si cambia registro il 18 gennaio con “Luci del varietà” del gruppo pop sardo più longevo, i Bertas. Un titolo preso in prestito da un film del 1950 che portava la firma di Federico Fellini e Alberto Lattuada.
Fiore all'occhiello della rassegna sarà “Quelli di via Politeama”, che andrà in scena il 24 e 25 gennaio alle 21 al teatro Verdi. In programma, il 29 febbraio alle 21, anche la compagnia Il Crogiuolo-Tedaca con “S'acqua cheta”. Molto atteso lo spettacolo di danze tribali “Raikinas Gipsy Dream”, il 14 marzo alle 21. E infine lo splendido “Zosos” del Teatro Segreto, in scena sempre a al teatro Verdi il 18 aprile alle 21, che concluderà in bellezza la rassegna.
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