I tessuti e l’arte, un viaggio nella bellezza
di Paolo Curreli
Il Banco di Sardegna aggiunge alla sua collezione la tradizione tessile: domani “Invito a Palazzo” in Sala Siglienti
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Domani dalle 10 alle 19 il Banco di Sardegna propone nella sede di viale Umberto a Sassari la mostra “Dalla tela al tessuto. Un viaggio tra le bellezze dell’arte sarda”. La più grande collezione privata di arte contemporanea sarda apre le porte ai visitatori per un giorno – come già accade da diversi anni in occasione delle visite di “Invito a palazzo” e per l’iniziativa “Monumenti aperti” – con una interessante novità. Oltre una breve ma significativa sintesi della collezione d’arte del Banco di Sardegna, raccolta che comprende molteplici opere, con la ricchissima parte pittorica, stampe, disegni e sculture nella Sala Siglienti di viale Umberto si potranno ammirare le ultime acquisizioni di manufatti tessili.
Un viaggio in quattro sezioni, nei colori e nelle forme dei dipinti di grandi artisti sardi del ’900, che dialogano con i tessuti della millenaria tradizione sarda a cui è dedicata un’intera sala. Un’intelligente apertura dell’istituto di credito verso un patrimonio artigianale prezioso con «una selezione di manufatti tessili che siano in grado di raccontare una delle più antiche, significative e permeanti tradizioni della nostra terra» sottolineano i curatori della mostra.
La selezione storica abbraccia i diversi territori e le loro tipicità espressive e artigianali ed è stata realizzata con il contributo del Murats, il Museo Unico Regionale Arte Tessile Sarda di Samugheo. «La selezione propone tecniche e iconografie diffuse nell’isola – precisa il direttore del Murats Baingio Cuccu – e pone questa attività, questa attitudine, a pari livello dei migliori lavori artistici in quanto custode di una conoscenza che nasce, si sviluppa ed è intrisa delle dinamiche sociali delle comunità sarde». A queste coperte e tappeti si affiancano, nella sala dedicata, tre opere pittoriche che dialogano attraverso una simbologia molto amata dai pittori e molto usata nella tessitura sarda, quella dei motivi floreali.
L’universo della tessitura ha attratto anche la creatività di nomi come Costantino Nivola, Mauro Manca e Maria Lai (per citarne alcuni) che hanno affidato alle mani delle tessitrici le loro idee. Oltre all’originale e innovativa esperienza di Eugenio Tavolara, centrata sulla ricerca degli stilemi antichi e sulla loro riproposizione nella modernità. Proprio a Tavolara (Sassari, 1901 – Sassari, 1963) è dedicata la prima sala, con alcune opere e progetti. Il secondo spazio è dedicato a un grande innovatore dell’arte sarda: Mauro Manca (Cagliari, 1913 – Sassari, 1969) che, come Tavolara, porta a un livello superiore la dialettica tra tradizione e innovazione grazie alla sua instancabile ricerca, tra l’isola e il mondo, con un percorso variegato e mai banale con la convinzione della profonda eredità che il passato lascia a ogni cultura e società.
La sala centrale riunisce alcuni tra i più importanti artisti isolani e artisti che hanno lavorato in Sardegna. Il grande Francesco Ciusa (Nuoro, 1883 - Cagliari, 1949) probabilmente il più grande scultore isolano, i pittori sardi Giuseppe Biasi (Sassari, 1885 - Andorno Micca, 1945), Antonio Corriga (Atzara, 1923 – Oristano, 2011), Mario Delitala (Orani, 1887 – Sassari 1990), Filippo Figari (Cagliari, 1885 – Roma 1973) e Mario Paglietti (Porto Torres, 1865 – Sassari, 1943) fino all’Argentino di origini Italiane Hector Navas (Buenos Aires, 1873 – Roma, 1940).
Gli occhi di questi artisti si sono concentrati sulla ricchezza degli abiti tradizionali della Sardegna, un mondo che andava scomparendo, ma che la loro arte è riuscita a fermare nel tempo.
Un viaggio in quattro sezioni, nei colori e nelle forme dei dipinti di grandi artisti sardi del ’900, che dialogano con i tessuti della millenaria tradizione sarda a cui è dedicata un’intera sala. Un’intelligente apertura dell’istituto di credito verso un patrimonio artigianale prezioso con «una selezione di manufatti tessili che siano in grado di raccontare una delle più antiche, significative e permeanti tradizioni della nostra terra» sottolineano i curatori della mostra.
La selezione storica abbraccia i diversi territori e le loro tipicità espressive e artigianali ed è stata realizzata con il contributo del Murats, il Museo Unico Regionale Arte Tessile Sarda di Samugheo. «La selezione propone tecniche e iconografie diffuse nell’isola – precisa il direttore del Murats Baingio Cuccu – e pone questa attività, questa attitudine, a pari livello dei migliori lavori artistici in quanto custode di una conoscenza che nasce, si sviluppa ed è intrisa delle dinamiche sociali delle comunità sarde». A queste coperte e tappeti si affiancano, nella sala dedicata, tre opere pittoriche che dialogano attraverso una simbologia molto amata dai pittori e molto usata nella tessitura sarda, quella dei motivi floreali.
L’universo della tessitura ha attratto anche la creatività di nomi come Costantino Nivola, Mauro Manca e Maria Lai (per citarne alcuni) che hanno affidato alle mani delle tessitrici le loro idee. Oltre all’originale e innovativa esperienza di Eugenio Tavolara, centrata sulla ricerca degli stilemi antichi e sulla loro riproposizione nella modernità. Proprio a Tavolara (Sassari, 1901 – Sassari, 1963) è dedicata la prima sala, con alcune opere e progetti. Il secondo spazio è dedicato a un grande innovatore dell’arte sarda: Mauro Manca (Cagliari, 1913 – Sassari, 1969) che, come Tavolara, porta a un livello superiore la dialettica tra tradizione e innovazione grazie alla sua instancabile ricerca, tra l’isola e il mondo, con un percorso variegato e mai banale con la convinzione della profonda eredità che il passato lascia a ogni cultura e società.
La sala centrale riunisce alcuni tra i più importanti artisti isolani e artisti che hanno lavorato in Sardegna. Il grande Francesco Ciusa (Nuoro, 1883 - Cagliari, 1949) probabilmente il più grande scultore isolano, i pittori sardi Giuseppe Biasi (Sassari, 1885 - Andorno Micca, 1945), Antonio Corriga (Atzara, 1923 – Oristano, 2011), Mario Delitala (Orani, 1887 – Sassari 1990), Filippo Figari (Cagliari, 1885 – Roma 1973) e Mario Paglietti (Porto Torres, 1865 – Sassari, 1943) fino all’Argentino di origini Italiane Hector Navas (Buenos Aires, 1873 – Roma, 1940).
Gli occhi di questi artisti si sono concentrati sulla ricchezza degli abiti tradizionali della Sardegna, un mondo che andava scomparendo, ma che la loro arte è riuscita a fermare nel tempo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
