L’adolescenza come un fantasy
Sembra l’ordinaria mattina di un ordinario paesino sardo, ma le apparenze non ingannino: è infatti il 23 giugno, vigilia della Festa di San Giovanni, e per le vie dell’abitato c’è un gran subbuglio....
3 MINUTI DI LETTURA
Sembra l’ordinaria mattina di un ordinario paesino sardo, ma le apparenze non ingannino: è infatti il 23 giugno, vigilia della Festa di San Giovanni, e per le vie dell’abitato c’è un gran subbuglio. Questo è però il meno per una dodicenne di città che nel piccolo centro, luogo di provenienza della famiglia, trascorre le vacanze estive: ironica e fuori dagli schemi, la ragazzina s’imbatte all’improvviso, in uno scenario lunare, in un uomo incappellato che monta un cavallo bianco e azzurro. Una strana torre sullo sfondo e un amuleto al collo fanno da cornice alla bizzarra figura, che recapita mentalmente alla giovane un pensiero: «I tempi sono maturi, è ora che le cose si mettano in moto».
Inizia così “Cadono dal cielo” del nuorese Giulio Concu (Il Maestrale, 448 pagine, 18 euro), un debutto che non si esita a definire entusiasmante. Merce rara di per sé, in considerazione dell’elevata qualità, lo è ancor di più se si tiene conto dei tempi attuali, nei quali difficilmente un editore, specie se di media grandezza, decide di rischiare (molto) pubblicando un esordiente che si presenta ai lettori con un libro lungo e di non semplice classificazione come questo.
L’adolescente si appassionerà infatti a un racconto di formazione con sconfinamenti nel fantasy e nella letteratura del mistero; il cultore di storia ed esoterismo farà un viaggio che lo porterà a indagare le origini sconosciute di un’isola millenaria; l’esperto di tradizioni sarde ci vedrà un fitto tessuto di zoologia magica e di richiami antropologici. In una tale abbondanza di spunti, il rischio poteva essere quello di perdersi e sfilacciare la trama: succede invece che giusto in questa abbondanza di spunti l’intreccio trova la sua unità e la sua forza. E non solo di questi, a ben vedere, ma anche delle caratterizzazioni: perché, seppure in prima battuta “Cadono dal cielo” potrebbe risultare incentrato unicamente sulla narratrice, che racconta in presa diretta con il suo misto di voce adulta e voce bambina, e le tante diramazioni potrebbero sembrare marginali e funzionali unicamente al suo destino, questa è per contro un’opera corale, in cui ogni personaggio ha un timbro suo proprio perfettamente distinguibile dagli altri per tono e registro.
Tre eventi significativi, posti in apertura, sradicheranno la protagonista dalla giovinezza e segneranno il suo ingresso nella vita adulta: l’arrivo del ciclo mestruale; un’azione sconsiderata (il lancio di un sasso con il quale centra, uccidendoli, dei pulcini di rondine); l’incontro con il succitato cavaliere del sogno, che le consegna un amuleto «di un nero così profondo che emana calore, potenza», e la investe di un importante compito, ovvero ritrovare le dodici pietre di Sirio.
Da qui inizia a snodarsi una ricca trama in cui il lettore viene preso per mano e condotto alla scoperta del passato della narratrice, delle sue radici più remote e dei legami con la variopinta galleria di personaggi, reali e meno reali, che pian piano si palesano sulla sua strada, durante gli accadimenti concentrati nell’arco lineare delle due giornate del 23 e 24 giugno – giornate, però, che si dilateranno fino a includere millenni di storia.
Ulteriore pregio di “Cadono dal cielo” è il non sciogliere, volontariamente, i dubbi che in conclusione la protagonista ancora conserva circa le sue peripezie così fuori dell’ordinario: le avrà vissute realmente o solo in sogno? Ed è davvero possibile decidere della propria sorte, come sembra aver imparato, oppure i nostri passi sono frutto della volontà di capricciose forze superiori? Ma in fondo, per usare la sua frase ricorrente: «E non è forse lo stesso?».
Inizia così “Cadono dal cielo” del nuorese Giulio Concu (Il Maestrale, 448 pagine, 18 euro), un debutto che non si esita a definire entusiasmante. Merce rara di per sé, in considerazione dell’elevata qualità, lo è ancor di più se si tiene conto dei tempi attuali, nei quali difficilmente un editore, specie se di media grandezza, decide di rischiare (molto) pubblicando un esordiente che si presenta ai lettori con un libro lungo e di non semplice classificazione come questo.
L’adolescente si appassionerà infatti a un racconto di formazione con sconfinamenti nel fantasy e nella letteratura del mistero; il cultore di storia ed esoterismo farà un viaggio che lo porterà a indagare le origini sconosciute di un’isola millenaria; l’esperto di tradizioni sarde ci vedrà un fitto tessuto di zoologia magica e di richiami antropologici. In una tale abbondanza di spunti, il rischio poteva essere quello di perdersi e sfilacciare la trama: succede invece che giusto in questa abbondanza di spunti l’intreccio trova la sua unità e la sua forza. E non solo di questi, a ben vedere, ma anche delle caratterizzazioni: perché, seppure in prima battuta “Cadono dal cielo” potrebbe risultare incentrato unicamente sulla narratrice, che racconta in presa diretta con il suo misto di voce adulta e voce bambina, e le tante diramazioni potrebbero sembrare marginali e funzionali unicamente al suo destino, questa è per contro un’opera corale, in cui ogni personaggio ha un timbro suo proprio perfettamente distinguibile dagli altri per tono e registro.
Tre eventi significativi, posti in apertura, sradicheranno la protagonista dalla giovinezza e segneranno il suo ingresso nella vita adulta: l’arrivo del ciclo mestruale; un’azione sconsiderata (il lancio di un sasso con il quale centra, uccidendoli, dei pulcini di rondine); l’incontro con il succitato cavaliere del sogno, che le consegna un amuleto «di un nero così profondo che emana calore, potenza», e la investe di un importante compito, ovvero ritrovare le dodici pietre di Sirio.
Da qui inizia a snodarsi una ricca trama in cui il lettore viene preso per mano e condotto alla scoperta del passato della narratrice, delle sue radici più remote e dei legami con la variopinta galleria di personaggi, reali e meno reali, che pian piano si palesano sulla sua strada, durante gli accadimenti concentrati nell’arco lineare delle due giornate del 23 e 24 giugno – giornate, però, che si dilateranno fino a includere millenni di storia.
Ulteriore pregio di “Cadono dal cielo” è il non sciogliere, volontariamente, i dubbi che in conclusione la protagonista ancora conserva circa le sue peripezie così fuori dell’ordinario: le avrà vissute realmente o solo in sogno? Ed è davvero possibile decidere della propria sorte, come sembra aver imparato, oppure i nostri passi sono frutto della volontà di capricciose forze superiori? Ma in fondo, per usare la sua frase ricorrente: «E non è forse lo stesso?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
